Dignità autonome di prostituzione – Christmas Edition

Dignità autonome di prostituzione

Dignità autonome di prostituzione, uno spettacolo di Luciano Melchionna, dal format di Betta Cianchini e Luciano Melchionna, ritorna con piume, lustrini, giacche da camera e tacchi a spillo al Teatro Bellini di Napoli dove è in scena dal 17 al 31 dicembre 2015 in Christmas Edition.

La casa chiusa dell’arte attraverso lo scardinamento della concezione classica del Teatro, che riscuote un grande successo di pubblico dal 2007, ancora una volta trasforma il Bellini in un bordello avvolto da una soffusa luce rossa dove quarantadue artisti prostitute accolgono gli spettatori con dollarini alla mano con una performance che spazia tra monologhi classici, comici e drammatici. Performances che si consumano nei diversi ambienti del teatro.

La casa chiusa dell’arte comincia già in strada. Affacciate ad uno dei balconi esterni del teatro due prostitute accolgono il pubblico soffocando il via vai cittadino con musica e comiche guarattelle. L’ingresso del teatro per l’occasione è illuminato di rosso e già qualche passo dopo aver varcato la porta ci si ritrova nel pieno della perfomance: La Piccola Italia, Caterina Pontrandolfo, seduta su una sedia regale intona una dolce litania mentre stringe amorevolmente al  petto un fagottino. Un rimbombo inquietante conduce il pubblico ospite del bordello in platea. Luci soffuse, fumo, sedute sradicate dalla naturale posizione, palchetti riempiti alla rinfusa. Sul palco artisti col volto celato da un velo nero sono immobili. Al centro della platea un piccolo palco con strumenti musicali, tutto intorno altri uomini ed altre donne in posa plastica. La musica alza i toni. Comincia lo spettacolo.

Il Papi Melchionna dal fondo della sala, microfono alla mano, annuncia l’apertura della casa chiusa dell’arte e presenta i suoi dignitosi. Il palco ritrova la luce e dà un volto ai protagonisti di questo spettacolo: la bella maitresse Wanda Ninf-a Clio Evas, irriverente e maliziosa come solo una padrona di casa è in grado di essere, L’Anarchica Veronica D’Elia, un concentrato di ribelle vitalità, Anya Betta Cianchini, slovacca e per questo bistrattata, lamenta carenti attenzioni da parte del Papi che per compensare questa sua lacuna le ha regalato una pelliccia, l’unica pelliccia al mondo con l’alopecia, La Dama del fiume H.E.R., la rossa violinista,  Il Militargay Sandro Stefanini, intenso e drammatico. Un pò per volta gli spettatori cominciano ad addentrarsi in questa dimensione stravagante ed intrigante al tempo stesso,  grazie anche alle splendide voci di La Flo, Floriana Chiangiani, La Taratatà, Emanuela Gabrieli ed il coinvolgente Figlio e Ndrocchia, Raffaele Giglio.

Prima di cominciare con le agognate pillole di piacere vengono decantate le regole da seguire: all’ingresso il pubblico è stato dotato di dollarini con i quali dovrà contrattare il prezzo delle singole prestazioni, mi paghi prima, e se ti è piaciuto anche dopo; ci si reca all’esterno del teatro soltanto muniti di veletta bianca, come suore, per evitare problemi con la buoncostume; se uno dei palchetti reca sulla maniglia un nastrino rosso vuol dire che dietro la porta c’è una prostituta che sta lavorando quindi si raccomanda il dovuto silenzio nel rispetto della professione.

Questo viaggio avvolto dalla luce rossa porta lo spettatore in una dimensione surreale, in un grande palcoscenico dove gioco e teatro si fondono creando una dimensione parallela dove tutto può accadere. Un viaggio volto alla scoperta dei luoghi segreti del teatro, in genere non accessibili al pubblico. Un viaggio che mira anche alla riscoperta dei luoghi che tradizionalmente non vengono utilizzati per la messa in scena come i bagni o i sottoscala. Un viaggio lungo in cui quasi cinque ore sembrano dieci minuti e quattro o cinque performance innescano una sensazione a metà strada tra il piacere di ciò che si è visto e la curiosità di quello che si è perso. Le pillole di piacere hanno differente natura. Si passa dall’intensità che lascia lo spettatore senza fiato de Lo Scugnizzo, Luciano Giugliano, che racconta in modo intimo e sofferto la cruda realtà della violenza nelle relazioni omosessuali, al monologo dell’Anarchica Veronica D’Elia sui fallimenti dell’organizzazione del sistema scolastico italiano, precostituito e volto all’omologazione e alla standardizzazione del sapere, a quello de L’Arghentino Ivano Picciallo, tratto da Uno, nessuno e centomila di Pirandello, sulla consapevolezza che l’uomo non è Uno e la realtà non è oggettiva, passando per O Pesce, Nicola Serigianni, con un monologo sull’oppressione e l’impossibilità di essere altro rispetto alle potenzialità personali. Tutto ciò sempre accompagnati dalla musica, la maitresse invisibile della serata, che spazia da Mi sei scoppiato dentro al cuore di Mina a Luna rossa di Renzo Arbore, danze dolci e sensuali, risate.

Dignità Autonome di Prostituzione è un’esplosione di musica e colori. Uno spettacolo articolato volto a scardinare l’idea di teatro così come generalmente inteso. Gli spettatori assistono ad un cambiamento fondamentale: l’artista in vestaglia o abito succinto da adescatore diventa attore. Ma è anche uno spettacolo bonariamente provocatorio che getta luce in modo ironico sulla condizione degli artisti in Italia accogliendoli, spesso dalla strada, nelle diverse stanze e ambienti dei teatri italiani, dando loro voce. In questo punto preciso si uniscono la figura dell’attore e quella della prostituta, entrambi dediti al loro mestiere ma scevri  della dovuta protezione. E il denaro, i dollarini, sono il mezzo attraverso il quale lo spettatore, libero di scegliere, e l’attore, libero anche lui, danno il giusto valore all’arte e quindi alla vita.

I Dignitosi di quest’anno:

Raffaele Ausiello – IL NON LO VOGLIO SAPERE
Antonio Caddeo – GOMEZ
Lorenzo Campese – L’IMPROVVISATO-RE
Floriana Cangiano – LA FLO
Sandra Caraglia – LA NON CAMMINARE SCALZA
Betta Cianchini – ANYA
Veronica D’Elia – L’ANARCHICA
Marika De Chiara0 – LA MEGLIO DI NIENTE
Sylvia De Fanti – LA FRANCESE
Valentina De Giovanni – L’IMBECILLE
Renato De Simone – IL NEOMELODICO
Adelaide Di Bitonto – LA MA COME SI FA
Sara Esposito – LA MASSAGGIATRICE
Clio Evans – WANDA NINF-A
Adriano Falivene – GNEGNO
Annarita Ferraro – LA LOLITINA
Emanuela Gabrieli – LA TARATATA’
Emanuele Gabrieli – IL COLLA
Giulia Galiani – LA POMPEI
Martina Galletta – LA DIOPUNTOINTERROGATIVO
Sebastiano Gavasso – IL TRA LE PIETRE
Raffaele Giglio – ‘O FIGLIO E ‘NDROCCHIA
Luciano Giugliano – LO SCUGNIZZO
Irene Grasso – LA RITRATTISTA
H.E.R. – LA DAMA DEL FIUME
Salvatore Lampitelli – ‘O NACCHENNELLO
Alessandro Lui – IL SETTIMO
Gianluca Merolli – IL NELLA
Momo – LA RACCONTODUEPUNTI
Agostino Pannone – IL DIVERSAMENTE DIVERSO
Ivano Picciallo – L’ARGHENTINO
Carmen Pommella – UN’ALTRA
Caterina Pontrandolfo – LA PICCOLA ITALIA
Daniele Russo – LIA E PUSILLECO
Paola Sambo – LA I PANNI SPORCHI
Nicola Serigianni – ‘O PESCE
Chiara Spoletini – LA NIPOTINA
Sandro Stefanini – IL MILITARGAY
Adele Tirante – MADEMOISELLE
Giorgia Trasselli – UN’ALTRA
Luigi Vuolo – IL 1004

Info

Teatro Bellini di Napoli

via Conte di Ruvo, 14

081 5499688 – botteghino@teatrobellini.it

Prezzi

intero 23€

ridotto (under 29, over 65, cral, convenzioni) 17€ esclusivamente per le repliche di giovedì 17, venerdì 18, lunedì 28 e martedì 29

gruppi (minimo 15 persone) 15€, per organizzazione promozione@teatrobellini.it

ai prezzi sopraelencati va applicata una maggiorazione dei 10% pari al diritto di prevendita

Orari

giovedì 17, venerdì 18 e sabato 19 ore 21:00

domenica 20 ore 18:00

venerdì 25, sabato 26 ore 21:00

domenica 27 ore 18:00

lunedì 28 e martedì 29 ore 21:00

SPECIALE CAPODANNO CON DAdP

giovedì 31 ore 23:00 – ingresso 85€

gruppi minimo 10 persone 65€ (per organizzazione promozione@teatrobellini.it)

 

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