Blur – Leisure (1991)

Il 26 agosto del 1991 uscì il debutto dei Blur, Leisure. Lo celebriamo con un articolo di Emanuele Tamagnini, uscito per Musicboom.

Il debutto discografico dei ragazzi di Colchester, arriva quando in Inghilterra si stanno gettando le basi per l’ondata del brit pop, ed i Blur in quel periodo sono una delle tante formazioni nate sull’onda lunga della seminale lezione targata Stone Roses. La fine dell’epoca mancuniana (madchster sound) ci consegna dunque un quartetto ambizioso che in questo primo lavoro, lascia presagire di quale entità sarà il cammino futuro. Guidati dall’estro compositivo di Graham Coxon e dal talento di Damon Albarn (la coppia aveva iniziato a nome Seymour un paio di anni prima) i Blur firmano nel 1991 per la Food Records, una sussidiaria del colosso EMI, spinti dal giornalista Andy Ross che gli consiglia l’attuale nome e da Dave Balfe che i più attenti ricorderanno come tastierista dei Teardrop Explodes di Julian Cope. Il primo singolo è una divertente She’s So High che corre nella Top 50, ma fa ancora meglio l’altro estratto There’s No Other Way che si stabilisce nella più prestigiosa Top 10. La produzione è affidata a Stephen Street e da queste prime avvisaglie, la speranza di una folgorante escalation è ben riposta, ma non sarà così, perchè l’album risente delle chiare influenze giovanili della band (Kinks e Jam su tutti) mancando chiaramente ancora di una forte personalità. Seppur recensito dalla stampa britannica in modo positivo, Leisureviene però associato troppo spesso alla defunta scena pop di Manchester (mentre la vera eredità degli Stone Roses viene presa dai Charlatans) dalla quale i Blur prendono subito le debite distanze. Le dodici tracce risentono però come si diceva, di un songwriting abbastanza carente, andando a pescare in classici del passato, si ascolti in merito Sing presa dalle reminiscenze sessantiane dell’immortale Venus In Furs dei Velvet Underground o alcune arie psichedeliche del Syd Barrett solista, fino a momenti decisamente più kitsch (per le loro capacità di quel periodo) come Bang infarcita di pesante feedback a là My Bloody Valentine. Ma la prima svolta sarebbe arrivata già col successivo Modern Life Is Rubbish.

Articolo di Emanuele Tamagnini

Manfredi

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