Un Poyo Rojo

Due performer si cercano, si affrontano e si desiderano. Sono negli spogliatoi di una palestra e, con il solo ausilio di una radio, Alfonso Baron e Luciano Rosso,entrambi argentini, daranno vita a Un poyo rojo, uno spettacolo divertentissimo e dinamico a metà tra teatro-danza, clownerie e acrobazie circensi per la regia di Hermes Gaido.

Talvolta i due si affrontano in veri e propri combattimenti da wrestling, in altre occasioni dialogano danzando, cercando i propri corpi e i rispettivi respiri. Si annusano, si lanciano occhiatacce, si strattonano, si accarezzano e, mentre stanno per baciarsi, tornano ad essere se stessi, come durante un corteggiamento. Una radio analogica, posta sopra ad un armadietto, offre, in diretta, canzoni e frammenti di discorso dando la possibilità ai due performer di poter improvvisare dei meravigliosi siparietti comici. L’aspetto simbolico dell’azione si adatta, di sera in sera, in funzione al messaggio diffuso dalla radio mantenendo, però, la riproducibilità tecnica della performance che riadatta, quindi, il suo canovaccio in base a quel che trasmette la radio. Viene da pensare al “Medium is message” di Mac Luhan, cioè al fatto che la radio non comunica il messaggio trasmesso ma quanto viene ristrutturato dalla forma/segno. In questo caso, sono i corpi dei due performer che liberano un nuovo significato alle parole e ai suoni trasmessi dalla radio.

Un Poyo Rojo è un originalissimo pezzo di teatro, eseguito per lo più in silenzio, che coinvolge gli spettatori dall’inizio alla fine ed è un tour de force ossessivo, fisico, che affronta tutti i cliché legati alla mascolinità, a partire dallo spogliatoio di una palestra.
Un’ora di virtuosismo, uno spettacolo seducente e caloroso, accolto con grande affetto dal pubblico della Sala Assoli di Napoli, che andrebbe riproposto durante la classica stagione teatrale.

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