Ti regalo la mia morte, Veronika

Ti regalo la mia morte veronika

Antonio Latella torna al Teatro Bellini di Napoli con Ti regalo la mia morte, Veronika, in scena dal 18 al 22 novembre. L’attore e regista stabiese, considerato tra le figure di rilievo del teatro italiano, continua l’analisi dell’universo femminile con una pièce ispirata all’opera cinematografica di Rainer Werner Fassbinder. Cinema e teatro, ancora una volta, si scambiano e si rubano la scena, sconfinando nei rispettivi territori, mirando alla creazione di una rappresentazione che possa apparire agli occhi dello spettatore quanto più vicina al sogno, al delirio, ai ricordi, alle rievocazioni della protagonista, Veronika Voss, assoluta eroina fassbinderiana. Latella, dunque, firma una celebrazione precisa e al contempo appassionata del grande cinema tedesco, condividendo la propensione per il mondo dei vinti e degli sconfitti, indagati attraverso un occhio appassionato ed amorevole.

Ti regalo la mia morte, Veronika è un ingranaggio in continuo movimento. Stringe e allenta tutto quello che passa nel mezzo; è un delirio visionario di tragedia greca, Cechov e Ibsen, dipendenze, musica tecno, un viaggio allucinato nella mente di una donna, vecchia eroina del cinema che aspetta lo spettatore sulla soglia del palcoscenico. Pallida, magrissima, vestito sottile color cipria e cappotto rosso.

Luci accese in sala, sul palco una fila di sedie in stile vecchio cinema, una pelliccia di pelo bianca ricopre la parete posteriore, una vecchia macchina da presa in un angolo. Invoca aiuto. Urla aiuto. Vuole che il pubblico la aiuti a regalare la sua morte. Proprio come in una tragedia classica lo spettatore è cosciente che di lì a poco assisterà alla rappresentazione di una morte annunciata, svelata sin da principio. Ma non basta. Dalla platea di si leva una voce, quella di Robert Krhon, radiocronista sportivo, intento nella cronaca di una corsa di cavalli che si conclude con l’abbattimento del cavallo vincitore, perché drogato. Un circolo che sta quasi per chiudersi, ma manca un ultimo elemento, il tentativo di rivolta della nostra eroina.

Il pubblico, dopo soltanto qualche minuto dall’inizio della rappresentazione ha in mano gli elementi chiave della stessa, ma in particolare il suo essere parte attiva della rappresentazione perché chiamato in causa, in quanto spettatore del viaggio spietato verso la morte di Veronika. Si spengono le luci in platea, inizia lo spettacolo. Uno spettacolo nello spettacolo. Il pubblico viene catapultato nella dimensione senza tempo di Veronika, eroina del cinema tedesco ormai sul viale del tramonto, morfinomane, senza più orientamento, incapace ormai di trovare una sua collocazione che non sia dietro una macchina da presa.

Entrano in scena sei scimmioni bianchi, proiezioni della mente artefatta, dell’immaginario, della visione, con tanto di microfono e che poco alla volta prendono posto tra le sedie del cinema. Non è la prima volta che Latella fa ricorso alla figura del primitivo, da lui stesso ritenuto prototipo del primo uomo, rappresentazione della sua coscienza primordiale. I sei accerchiano Veronika, la asfissiano, la obbligano a ricordare tutto, punto per punto, battuta per battuta. Assistiamo così alla visione del film della sua vita e siamo all’interno del copione. I ritmi, i tempi, le scene ripetute proprio come in un film. In un gioco asfissiante dove, in un vortice di morfina ed eroina, si consuma l’esistenza di Veronika, tra continui flashback e ritorni al presente, in un esasperato e franoso desiderio di sfuggire al suo destino.

Un po’ alla volta i sei fantasmi del suo passato si spogliano della morbida pelliccia bianca per dare un volto tangibile e umano alla sua storia. Ci ritroviamo nella clinica dove Veronika è trattenuta con la forza da una neurologa e un’infermiera senza morale, assetate del suo denaro e che non lesineranno a buttarla via quando lei non ne avrà più. Non ha possibilità di scegliere, è solo una pedina da giostrare e deridere a piacimento. C’è bisogno di una pausa, un momento di respiro. Veronika fuma una sigaretta.

Alle sue spalle gli ombristi di AltreTracce, in un appassionato gioco di luci ed ombre, proiettano il volto di lei che poco alla volta si trasforma in quello di Fassbinder. Siamo al momento clou. I due sono tutt’uno, la stessa persona divorata dallo stesso male, dalla scimmia, l’eroina, ma anche dalla fama, e prima ancora dall’arte. Veronika interrompe tutto: un pezzo per volta, una pelliccia alla volta, resta sola sul palco a consumare la sua ultima dose, letale, assoluta. Si consuma finalmente il suo regalo. Monica Piseddu regala, in questo frangente, un momento incondizionatamente crudo seduta lì da sola in un palco vuoto, avvolgendo la sala in un gelo totale. Totale cambio di scena. Un bellissimo ciliegio cala dal soffitto in un’atmosfera tipicamente primaverile attorno al quale si raccolgono molti personaggi femminili di Rainer Werner Fassbinder: Maria Braun, Martha, il transessuale Elvira ed in ultimo la nostra Veronika che finalmente può trovare una collocazione, può finalmente trovare pace  assieme a tutte le altre donne che Fassbinder ha tanto amato e odiato.

Non è la prima volta che Antonio Latella rende omaggio al cinema di Fassbinder. Già nel 2006 aveva portato in scena Le lacrime amare di Petra von Kant, spettacolo di enorme successo. Un successo che ha colpito il regista stabiese, che decide di riprendere le fila e lavorare a una nuova rappresentazione decidendo deliberatamente di affrontare i fantasmi del regista bavarese. Riprende il film e ne riscrive il finale, non più consolatorio come nella versione originale, ma nudo e crudo, permettendo la rencontre finale, l’espiazione delle protagoniste/vittime di Fassbinder. Con ironia, col sorriso. Uno spettacolo di certo non semplice, ma profondo, di impatto in una continua messa in discussione del teatro così come viene tradizionalmente inteso.

Ti regalo la mia morte, Veronika

traduzione e adattamento Antonio Latella e Federico Bellini

regia Antonio Latella

scene Giuseppe Stellato – costumi Graziella Pepe –  musiche Franco Visioli – ombre AltreTracce

con Monica Piseddu, Valentina Acca, Massimo Arbarello, Fabio Bellitti, Caterina Carpio, Sebastiano di Bella, Nicole Kehrberger, Candida Nieri, Fabio Pasquini, Annibale Pavone, Maurizio Rippa

 

 

 

 

 

 

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