Robert Plant a Napoli, tra i Led Zeppelin e il blues

 

Arena Flegrea: Robert Plant - -foto di Roberto Della Noce

Arena Flegrea: Robert Plant
– -foto di Roberto Della Noce

L’Arena Flegrea di Napoli, quest’anno, sta rivivendo di nuova luce e il concerto di Robert Plant è stato solo una delle prove evidenti. Tutto merito della famiglia Floro Flores che, oltre alla programmazione d’eccezione, è riuscita a restaurare spazi, ormai in balia dell’usura del tempo, rendendoli accoglienti. Voglio farvi un po’ di esempi: il legno della buca degli orchestrali era completamente marcio ed è stato rifatto; è stata acquistata una nuova struttura luci, i foyer sono stati restaurati e dotati di bar, aree lounge e sushi bar. In quest’ambiente nuovo, dove c’è ancora tanto da fare, il concerto di Robert Plant è solo un’appendice di lusso, un live intenso che resterà nella memoria del pubblico presente per tanti anni.

Alle 22 i Sensational Space Shifters entrano sul palco, seguiti da Plant, e danno vita ad un live dove sono alternati brani di Plant con classici della tradizione blues americana, riarrangiati in chiave rock, e alcuni brani storici dei Led Zeppelin. Niente “Stairway to heaven” ma largo spazio a pezzi storici come “Rock and Roll”, “Black dog”,  “What Is and What Should Never Be” e “Whole lotta love” riarrangiati intelligentemente, rispettandone la struttura ma dando, al contempo, un’impronta più martellante. “Dazed and confused” è molto simile all’originale così come “Baby I’m gonna leave you”, che infiamma letteralmente la platea.

Invece classici blues, come “Poor Howard” di Lead Belly, con cui hanno iniziato il concerto, o “Little Maggie”, sono stati riletti con sintetizzatori e secondo un’attitudine da world music che, talvolta, li rendeva adeguati all’atmosfera generale del concerto e, in altre occasioni, stravolgevano il ritmo del live.

Robert Plant è un animale da palcoscenico, ironico, beffardo, senza essere mai scontato o autoreferenziale. Nonostante i tanti manierismi, offre un concerto divertente, fatto di ricordi ed emozioni, che riesce a coinvolgere tutti.

Napoli sta dimostrando che può imporsi, nel panorama italiano ed internazionale, come luogo di incontro per gli appassionati di musica: appuntamento, quindi, per il 27 luglio per il concerto dei Massive Attack e il 28 luglio per lo show di Rufus Wainwright.

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