Chiisakobe, il manga di Minetaro Mochizuki premiato al Festival d’Angoulême

 

 

Chiisakobe

Chiisakobe è un fumetto bizzarro, pieno di personaggi particolari e situazioni surreali. E, quando meno te l’aspetti, sa essere commovente fino alle lacrime. Del resto, se non si fosse trattato di un’opera a suo modo unica e interessante, certamente non sarebbe riuscita ad accaparrarsi il titolo di Miglior Serie Straniera al Festival d’Angoulême del 2017. Chiisakobe – la cui edizione italiana è curata da Jpop Manga – è scritto e disegnato da Minetaro Mochizuki, autore che si è guadagnato la fama internazionale con la serie Dragon Head, visionario horror fantascientifico pubblicato in Italia da Panini Comics.

La storia di Chiisakobe – tratta da uno scritto originale di Shugoro Yamamoto – prende il via da un terribile accadimento: i genitori del protagonista muoiono tragicamente nell’incendio della Daitome, la loro stessa impresa edile, lasciando il ragazzo con l’onere di ricostruire l’azienda a soli ventisei anni. In aggiunta a questo, il giovanissimo capomastro Shigeji ha un carattere difficile e testardo: pur soffrendo terribilmente per la sua perdita, crede che farcela con le sue sole forze sia quasi la sua eredità, un modo per dimostrare ai genitori che ha perduto, quanto sia importante per lui il loro lascito e il buon nome della famiglia. Oltre alla testardaggine e alla volontà di vivere a modo suo, Shigeji ha anche uno strano look, una barba enorme e foltissima che gli nasconde quasi interamente il volto e lo fa apparire molto più anziano di quanto non sia in realtà. Intorno a lui ruota tutta una serie di strampalati personaggi. Domina su tutti la figura di Ritsu, una ragazza attraente poco più che ventenne, che il nostro conosce fin da piccolo. La giovane torna prepotentemente nella vita di Shigeji proprio a causa del terribile lutto che ha colpito il ragazzo, anche se in maniera indiretta. Infatti, due dipendenti che hanno perso le loro abitazioni a causa del tragico incidente occorso alla Daitome, vengono accolti nella villa del giovane barbuto e ad occuparsi di loro e delle faccende domestiche, viene chiamata proprio Ritsu. Anche la ragazza è sola al mondo dato che ha recentemente perso la madre con cui viveva, e alle orecchie di Shigeji arrivano strane voci sui presunti lavori che la ragazza avrebbe fatto per potersi mantenere, addirittura l’accompagnatrice in un hostess bar. Il nostro non è minimamente interessato a queste cose, semmai soltanto un po’ curioso a proposito della Ritsu attuale, che non vede da tanto tempo. Ciò che invece gli desta qualche preoccupazione è il fatto che la ragazza, di sua iniziativa, si sia presa la responsabilità di occuparsi di alcuni bambini dell’orfanotrofio, dal momento che anche l’edificio in cui alloggiavano è stato distrutto dall’incendio. Probabilmente lo fa perché ritrova, nella loro infelice condizione, anche un po’ di sé stessa, ormai priva di legami di sangue e di un posto a cui far ritorno.

Comincia così questa strana convivenza tra Ritsu, Shigeji, i bambini – davvero terrificanti! – dell’orfanotrofio e i due apprendisti rimasti senza casa. La bella ragazza cerca di non essere invadente, ma possiede, per natura, una carattere parimenti testardo a quello del suo vecchio amico. La sua ostinazione nel volersi occupare dei piccoli ribelli è tanta e la tenerezza che suscita nel lettore, davvero immensa: sembra quasi che, senza far del bene a loro, la sua vita sia priva di uno scopo.

A complicare le cose – trasformando ben presto la storia in un triangolo amoroso – ci pensa Yuko Fukuda, figlia di un direttore di banca da sempre in buoni rapporti con la famiglia di Shigeji e innamorata di quest’ultimo. La ragazza si propone di fare da maestra ai “bambini di Ritsu” per evitare che questi vengano divisi e possano invece, temporaneamente, vivere insieme nella grande villa. Inutile dire che, l’arrivo della rivale, viene vissuto con tranquillità solo in apparenza!

Lo stile con cui Chiisakobe è disegnato è molto grafico: i personaggi hanno contorni netti e ben marcati, forme regolari che si stagliano su fondali sempre molto chiari. La loro caratterizzazione – seppur contrassegnata da pochi tratti – riesce a renderli estremamente giapponesi e l’autore cattura tutta una serie di variegati character, alcuni dei quali, davvero peculiari.

Pur trattando una serie di tematiche non facili – la solitudine, il lutto, l’inadeguatezza – non è un fumetto melodrammatico. Anzi, i protagonisti si mostrano quasi imperturbabili davanti al dolore, ma il lettore attento noterà piccoli dettagli, parole non dette, emozioni impossibili da contenere, che fanno di Chiisakobe una lettura incantevole.

Titolo: Chiisakobe
Autore: Minetaro Mochizuki
Editore: JPOP Manga
200 pp., col – b/n – 9,50 €
Disponibili i volumi da 1 a 4

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