Sai che lo vuoi

You Know You Want This. Sai che lo vuoi.

È questo il titolo originale del primo libro di Kristen Roupenian. Un nome che un anno fa non avrebbe suggerito nulla, e che oggi è invece sinonimo di uno dei più sorprendenti fenomeni letterari contemporanei. In Italia la raccolta di racconti, edita da Einaudi, è intitolata Cat person, dal racconto omonimo a cui la Roupenian deve la sua fama. Il racconto uscì sul New Yorker e divenne subito virale, il racconto più condiviso di sempre online, più letto, più discusso. Viene da chiedersi il motivo – per una storia che, ridotta all’osso, non parla che di un incontro tra una ragazza e un uomo che (spoiler) finisce male dopo una notte di sesso insoddisfacente. Tutto qui. Eppure ci sono state dibattiti infiniti, collegamenti al movimento #MeToo e al mondo dei millennials. Non sono sicura di aver trovato particolari correlazioni con questi argomenti, tuttavia il racconto è senza dubbio estremamente odierno: nel tipo di relazione, nelle modalità d’incontro, nel linguaggio utilizzato, nelle sue più intrinseche dinamiche.

Torniamo al titolo. You Know You Want This. Sai che lo vuoi. Un titolo perfetto, dal momento che ogni racconto ruota attorno a un desiderio insopprimibile, alla voglia di un qualcosa che ha spesso conseguenze oscure. Ogni storia mantiene un’atmosfera di forte inquietudine, se non di horror puro, pur senza perdere mai una vena di sottilissimo umorismo – quell’horror americano che si può ritrovare nei film di Jordan Peele o negli episodi di Black Mirror (che cito non a caso, perché orrore e tecnologia sono qui spesso interconnessi). Ha molto di visivo, questa raccolta, la paura è quasi sempre visiva, collegata al corpo o ai corpi. Lo stile di Kristen Roupenian ha un che di televisivo, è limpido, diretto. Non è un caso che sia già in programma un adattamento in serie tv antologica per HBO.

Non c’è purezza, in Cat person, non c’è innocenza. Tutti sono colpevoli, non esiste speranza per nessuno. Ogni essere umano contiene in sé la propria miseria. Anche nei racconti che presentano una situazione positiva, si vede una crepa che lascia spiare dell’insoddisfazione. Persino nelle relazioni felici esiste un parassita che si muove sottopelle e che prima o poi rovinerà tutto. Ci sono dentro perversioni, punti di vista malati, allucinazioni – ma mai per il puro gusto di scioccare il lettore, perché pur nel loro essere totalmente surreali, non riescono a divenire inverosimili.

Vale la pena di leggere Cat person: è uno dei libri che meglio descrive la società in cui oggi siamo immersi. Dimostrando ancora una volta come l’onirico, l’eccessivo e l’irrazionale siano forse gli unici mezzi che possano descrivere la realtà. La nostra, almeno, così confusa, fluida e spezzata.

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