Daisy: la mia intervista a Lorenza Di Sepio e Marco Barretta

Daisy è la nuova opera di Lorenza Di Sepio – la favolosa autrice che si è fatta conoscere dal pubblico con le divertenti strisce di Simple & Madama – scritta da Marco Barretta, compagno della disegnatrice.
L’opera è pubblicata da Tunué, nella collana Tipitondi: una storia per ragazzi, quindi, ma che riesce ad attirare il pubblico più variegato.

Daisy

Daisy è una bimba che si ritrova a diventare l’eroina della sua storia quando entra per caso tra le pagine del libro scritto da suo padre. Nel corso dell’avventura, sarà chiamata a effettuare delle scelte che, forse, condizioneranno per sempre tutta la sua esistenza.

Daisy

A Comicon 2019, ho avuto il grande piacere d’intervistare i due autori. Entrambi simpaticissimi e molto disponibili, mi hanno svelato qualche divertente retroscena sulla lavorazione del loro Daisy. Siete pronti?

1) Come nasce la vostra collaborazione lavorativa?
Siamo una coppia anche nella vita. Io ho il mio background da fumettista, lui da fotografo videomaker. Ha sempre avuto un modo diverso di raccontare le cose.

2) Daisy è una bambina che si perde nel mondo letterario. Quali sono i riferimenti di quest’opera?
I riferimenti sono tanti, visto che vengono da diversi multimedia (fumetti, libri, serie tv). Il fumetto è pieno di easter egg e di citazioni. S’ispira – inconsapevolmente – a Marco Polo (la serie Netflix) e a Inkheart, un film che mi era piaciuto molto. Ci siamo accorti dopo della somiglianza. Eravamo indecisi se fare qualcosa di realistico o di fantasy (più complesso).

3) Il graphic novel esce nella collana Tipitondi. È espressamente dedicato ai più piccoli o è fruibile anche da un pubblico più maturo?
È sia per i piccoli che per i grandi. Anche perché volevamo comunque avere un prodotto adatto al pubblico abituale di Simple & Madama. Sicuramente ci sono più chiavi di lettura ed è una lettura dai cinque anni in su.

4) Raccontateci un aneddoto divertente sulla realizzazione del fumetto.
Abbiamo vissuto malissimo la scadenza per la consegna. Il fumetto doveva essere finito per la fine di febbraio e invece abbiamo tardato un mese.
La cosa divertente è che, per entrare nel mood di Daisy abbiamo viaggiato, abbandonando la “location casalinga”.

5) La suddivisione dei ruoli è stata netta?
Netta nella misura in cui la storia è sua e i disegni sono miei. Venendo da un passato da autrice unica, ero sempre lì a farmi convincere di alcune scelte. Alcune cose non me le ha fatte passare lisce, lui ha corretto i disegni, io qualche punto della storia.

6) Daisy ha un papà scrittore. Anche voi avevate già in famiglia un artista, o siete i primi a intraprendere questa professione?
Ci prendono in giro, in realtà. Io ho sempre desiderato fare l’artistico, i miei me l’hanno proibito. Ho studiato per conto mio e ho perseverato. Anche lui viene da una famiglia dove gli altri membri esercitano professioni molto diverse da quelle artistiche.

7) Progetti per il futuro?
Siamo impegnatissimi con Simple & Madama. Daisy nasce come volume autoconclusivo, anche se molti fan ci hanno chiesto un seguito. Abbiamo puntato a un finale particolare, ma sembra che abbia dato soltanto più speranze al nostro pubblico. Quindi molto probabilmente ci sarà un Daisy 2.

8) Che tipo di tecniche hai usato? Disegno a mano o in digitale?
Interamente digitale. In realtà è così da più di dieci anni. Ho completamente abbandonato la matita, se non per le fiere. Per Daisy ho usato linee più sporche, più “matitose”, anche se sempre digitali. Ho puntato molto sul colore, trattandosi di un prodotto pensato per i bambini. Ogni personaggio della storia ha il nome di un fiore o di una pianta, quindi i colori sono associati a quel tipo di pianta. Ad esempio Leaf, caratterizzato da colori caldi e autunnali o Dalia, disegnata in verde e rosso.

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