Viva Momix Forever!

I Momix non hanno bisogno di presentazioni: sono la compagnia di ballerini/illusionisti più famosa al mondo diretta da Moses Pendleton. La loro storia nasce con un assolo ideato dal suo creatore nel 1980 per i Giochi Olimpici Invernali di Lake Placid. Fu una rivelazione perché Moses introdusse acrobazie e teatro astratto con vere e proprie performance di danza. Solo, però, parecchi anni dopo, con il loro primo capolavoro, Momix Classics, furono amati e apprezzati in tutto il mondo. Cominciò, così, un’ascesa incredibile e una serie di lavori importantissimi, tra cui è doveroso ricordare Opus Cactus, osannato dai giornali di tutto il mondo, Sun Flower Moon, in cui presentano un metafisico mare lunare, e il magnifico Bothanica.

Viva Momix Forever riassume trentacinque anni di carriera in un lavoro che raccoglie tutti i momenti più significativi della loro storia fino al 2015, anno in cui è stato ideato questo spettacolo, e tre nuove creazioni: “Daddy Long Legs”, in cui tre ballerini indossano un trampolo, una camicia e un cappello da cowboy, “Light Reigns”, creato solo con fasci di luci e illusionismo puro, e “Paper Trails”, in cui i costumi erano di sola carta.

Il mondo di Moses Pendleton viene sapientemente remixato in uno spettacolo divertente dove si alternano quadri più sofisticati – soprattutto quelli presi da Alchemy – a creazioni oniriche prese direttamente da Opus Cactus. Non è solo illusione e, soprattutto, non è solo danza quella proposta dai Momix: ci sono i movimenti del teatro Kabuki, le classiche asana dello yoga (non sfugge il Gayatri Mantra, uno dei temi proposti) ma anche le suggestioni mitiche e una filosofia che si regge sul principio di unità maschile/femminile.

Viva Momix Forever, uno spettacolo di corpi e luci

I tratti distintivi di un lavoro dei Momix sono i corpi, le luci e le ombre. Grazie a questi tre punti fermi, hanno saputo costruire dei mondi unici, perfetti, che hanno lasciato a bocca aperta le platee di tutto il mondo. Non ci sono numeri da circo ma virtuosismo, creatività, fantasia e un profondo e accurato studio del corpo umano. L’immagine si moltiplica, gli spazi si restringono e si allargano, il palco viene riempito e vissuto. Tutto, però, è astratto.

Visto al Teatro Bellini di Napoli il 28/12/2018

 

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