Una rivoluzione sentimentale: il nuovo romanzo di Viola Ardone

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Una rivoluzione non è mai un procedimento indolore. Richiede impegno, passione, sforzo. Ne sa qualcosa Zelda, protagonista del romanzo Una rivoluzione sentimentale della scrittrice partenopea Viola Ardone. Zelda è una ragazza molto giovane ma ha già sperimentato cosa significa il dolore. Questa circostanza però, non l’ha portata a diventare una persona matura, tutt’altro. La sua soluzione davanti alla sofferenza è quella di nascondersi dove non può essere trovata, fuggire lontano con qualunque mezzo. Tutto ciò che fa è all’insegna della superficialità e presuppone che impieghi solo un terzo delle sue energie e dei suoi sentimenti. Porta avanti una relazione a metà con l’amico di sempre Marcello, col quale ha instaurato un comodo rapporto di reciproco non-impegno e svolge la professione di ricercatrice universitaria senza porsi troppe domande su come sarà il domani, trascinandosi stancamente mentre una voragine sempre più grande si fa strada nel suo cuore. Questo vuoto è provocato in gran parte dalla malattia della madre, affetta da una terribile patologia che le fa dimenticare un pezzetto di vita un poco alla volta.

La ragazza ha bisogno di un cambiamento, qualcosa che la scuota dal suo torpore. Così, quasi seguendo l’impulso del momento, accetta d’insegnare in un liceo della provincia napoletana. L’impatto con la nuova realtà è terribile e Zelda, sulle prime, pensa di tornarsene zitta zitta alla sua vecchia vita. Le responsabilità sono troppe, le si richiede dedizione ed empatia per le persone che la circondano, tutte cose che fanno aumentare a dismisura il rischio di avere delusioni. Il liceo sorge accanto ad una discarica abusiva, un mostro che tinge il futuro dei suoi studenti di fosche nubi, fagocitando le loro speranze di una vita migliore. Per Zelda diventa impossibile ignorare la dedizione dei ragazzi, non può voltare la testa dall’altra parte, fingendo di non vedere. È giunto il momento di crescere, stavolta sul serio. E forse, il cambiamento l’aiuterà a trovare anche l’amore, che è ciò di cui ha disperatamente bisogno da sempre.

La storia tratteggiata da Viola Ardone è vera, coinvolgente, forse anche un pochino scomoda. I ragazzi di Scogliano ci sembra di vederli davvero, ragazzi a cui sono state fatte tante promesse vane, ma che non hanno ancora perso la voglia di combattere, di ribellarsi ad un sistema che gli lascia ben poche alternative: la prospettiva di un lavoro svilente o, a volte, qualcosa di peggio. Questo romanzo ci  rivela una scrittrice giovane ma dal grande potenziale, una penna da tenere d’occhio.

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