Saul

saul sabelli

 

Torna Saul di Vittorio Alfieri sui palcoscenici nazionali dopo trentacinque anni dall’ultimo allestimento grazie alla Compagnia del Teatro del Loto, in scena alla Galleria Toledo di Napoli. Un’operazione non semplice che fa rivivere la più importante tragedia del Settecento in una Galilea atemporale. Protagonista è Stefano Sabelli, grande interprete italiano, affiancato da ragazzi formatisi alla Scuola Propedeutica d’Arte Scenica del Loto o diplomati al Centro Sperimentale di Cinematografia.

La scelta di mantenere la struttura in endecasillabi è molto coraggiosa, ma fa sì che le scelte del tragediografo siano rispettate e rende la recitazione più efficace, nonostante il pubblico non sia abituato a spettacoli ‘non in prosa’. Dai cinque atti della tragedia alfieriana si arriva ai due atti di Sabelli. L’allestimento è funzionale alle scelte di regia: Saul è al centro della scena, su un poderoso trono ligneo, a rappresentare la sua potenza, ma anche la sua innegabile solitudine, accompagnata da una rabbia perenne causata dalla paura di essere perseguitato. Attorno a lui si muovono gli altri personaggi, grazie a un sistema ligneo di salite e discese, che aiuta l’azione ad essere meglio rappresentata.

Drammaturgia pura, ancora alle tradizioni della tragedia ma con uno sguardo fisso sulla modernità che, grazie a Stefano Sabelli, riesce a rivivere in tutta la sua complessità sfruttando il ritmo incalzante e impetuoso dell’endecasillabo e una recitazione classica e intensa. Al centro della vicenda il contrasto tra Saul e David, il cui ritorno in patria coincide con l’inizio della narrazione. Il vecchio re non riesce ad accettare i successi del giovane e non sopporta di essere alla fine della sua vita, mentre David ha ancora tutta la sua davanti. L’odio e la diffidenza di Saul fanno molte vittime, fino a quando non si rende conto di quanti danni ha causato. La tragedia si consuma nel corso di una giornata e racconta, per filo e per segno, la grande libertà dell’agire del vecchio re israelita fino alla follia.

A rendere lo spettacolo ancora più efficace sono le musiche dal vivo del Trio dei Fratelli Miele che si basano su partiture klezmer e sul Requiem di Mozart. Un tessuto di musica che ben si sposa con gli endecasillabi e che permette di far emergere, efficacemente, le tantissime verità di Vittorio Alfieri. Il suo Re, infatti, è molto simile a un Lear shakesperiano ed è ancora il simbolo di una civiltà che lotta.

 

 

Compagnia del Teatro del LOTO
SAUL
con Stefano Sabelli, Gregorio De Paola, Bianca Mastromonaco, Giulio Rubinelli, Fabrizio Russo Pasquale Arteritano
scene e regia Stefano Sabelli

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