Laika: Celestini porta gli ‘ultimi’ a teatro

121832060-21d008b3-ccf7-4131-afd5-dd0d7aa39989Il cane Laika è stato il primo essere vivente ad essere mandato nello spazio. Una cagnolina randagia, un esserino di poco conto, è la prima degli ‘ultimi’ che Celestini ha messo al centro della sua narrazione.
Un Gesù alcolizzato vive in periferia e racconta ai frequentatori di un bar quello che succede nella palazzina dove abita. Un barbone alcolizzato, ex-facchino, che vive di elemosine davanti ad un supermercato. Una prostituta che lavora di notte nello stesso piazzale tra i copertoni bruciati. Una vedova che conosce tutti ed una donna che ha perso la memoria. Le loro storie si incrociano con quelle di uno sciopero di facchini e con le riflessioni sulle loro vite, sulle loro storie e sulle difficoltà di ognuno di loro. Non mancano i riferimenti alla situazione dei migranti, alla disoccupazione e ai compromessi che molti lavoratori devono accettare pur di non morire di fame.
Accanto al protagonista c’è Pietro (a cui dà voce Alba Rohrwacher) interpretato dalla fisarmonica di Gianluca Casadei. Il fedele discepolo si occupa del versante ‘pratico’ delle loro vite: è lui ad andare al supermercato e a ragguagliare il Maestro su ciò che accade all’esterno.
Dalla presenza di Pietro si capisce che gli spettatori si trovano di fronte ad un novello Cristo che vive in periferia come un emarginato. Allora la domanda è semplice. È solo un ubriacone o rappresenta quello che un novello Redentore incontrebbe se arrivasse ora sulla terra? Se arrivasse non dovrebbe scontrarsi con i dubbi e le incertezze degli anni 2000? Come reagirebbe alla mancanza di miracoli nella vita di queste persone che vivono ai margini della società? Cosa farebbe per i facchini, per le prostitute e per i barboni?
Uno spettacolo che riflette sulle contraddizioni che vive la religione cristiana in questo difficile momento storico. L’incertezza di chi crede è rappresentata da questo grottesco personaggio messo in scena da Celestini, che riesce, in un monologo di un’ora e mezza, a far riflettere senza mai dimenticare di far sorridere il suo pubblico, con una messa in scena scarna ma molto efficace. Il suo modo di raccontare è il consueto: anche con Laika Ascanio Celestini racconta uno spaccato del mondo attuale secondo la modalità del monologo – racconto, fatto di ripetizioni tipiche della tradizione dei racconti orali e che mantiene alta l’attenzione del pubblico.

Regia Ascanio Celestini
Con Ascanio Celestini e Gianluca Casadei
Voce fuori campo Alba Rohrwacher
Musiche Gianluca Casadei
Immagine Riccardo Mannelli

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