Gherd. La ragazza della nebbia: intervista agli autori


Gherd. La ragazza della nebbia

Gherd. La ragazza della nebbia è il graphic novel a tema fantasy – edito da Tunué – firmato Francesca Carità e Marco Rocchi, di cui ho avuto modo di parlarvi qualche tempo fa.

Al Napoli Comicon 2019, i due bravissimi autori sono stati così gentili da concedermi una piccola intervista. La trovate qui di seguito!Gherd. La ragazza della nebbia

1) Parto con la più classica delle domande: come nasce Gherd. La ragazza della nebbia?
(Marco) L’idea della storia è di Francesca. Ha creato anche il mondo fantastico che fa da sfondo alle avventure della ragazza. Il precedente lavoro era ad ambientazione urbana, quindi la novità è stata creare degli spazi per i nuovi ambienti.
(Francesca) Gherd è stata ideata per essere un personaggio che riempisse un vuoto. Non vuole soltanto essere una ragazza determinata a raggiungere i suoi obiettivi. È un tipo di femminismo che non deve emulare gli esempi maschili sbagliati.

2) Avevate ben chiaro sin dall’inizio quale sarebbe stato lo svolgimento della trama? O ci sono stati dei cambiamenti?
Abbiamo avuto più fasi. La storia è stata scritta prima d’iniziare a lavorarci su. Inizialmente pensavamo ad un’ambientazione post-apocalittica. Capita spesso che cominciamo a discutere delle storie mentre facciamo tutt’altro.
(Francesca) Ho avuto un soggetto scritto per intero. Così ho potuto concentrarmi sulla narrazione in senso stretto.
(Marco) Nasco anch’io come disegnatore. Diciamo che nell’opera io sono stato il regista, mentre del disegno definito si è occupata soltanto lei. C’è comunque un ottimo confronto tra noi.

3) Si può dire che il racconto di Gherd, oltre ad essere una splendida storia di formazione, abbia anche una “morale”?
Noi volevamo semplicemente raccontare una storia. Le storie che funzionano si portano sempre qualcosa dentro, ma non è voluto. Le tematiche sono venute fuori da sole. Ad esempio, c’è l’ambientalismo, per via della nebbia che avvolge il mondo di Gherd, che potrebbe essere una metafora dello smog.
Ciò che abbiamo cercato di fare, è stato trasporre l’animazione miyazakiana all’interno del fumetto. Soltanto da un’immagine, inserire tanti dettagli che facessero cogliere a prima vista com’è fatto quell’universo.

4) Un aspetto positivo e uno negativo del lavorare in coppia.
L’aspetto positivo è che ci sono più teste a confronto. Fare tutto da soli lo impedisce. L’aspetto negativo è che i vicini ci odiano perché ci sentono urlare giorno e notte, parlando del fumetto. Per un disegnatore è sicuramente più facile lavorare con uno sceneggiatore.

5) Avete in mente di realizzare insieme altri lavori?
Sicuramente in futuro realizzeremo altre opere. In verità, abbiamo già quattro o cinque idee che ci frullano per la testa.

6) Gherd. La ragazza della nebbia potrà mai avere un seguito? O diventare una pubblicazione seriale?
Di base, la risposta sarebbe no. Però non c’è la parola fine alla fine. Sicuramente il fumetto ha avuto un grande successo. Perfino Ausonia – nostro vicino di casa – ne è rimasto conquistato e ha ideato il logo del graphic novel.

7) Che tecnica usate per la parte “grafica”?
(Francesca) Partendo dagli storyboard formato A5, uso la tradizionale matita, unitamente a pennello, inchiostro e pennini. Il colore, invece, è interamente digitale.
(Marco) Se posso aggiungere una nota, con l’inchiostro lavora su un successivo passaggio in ciano, non sull’originale a matita.

8) Si può dire che Gherd. La ragazza della nebbia sia ben attento alla “questione femminile”. La protagonista è forte, intelligente e decisamente più in gamba dei suoi “colleghi” maschi. Pensate che l’attenzione che molte opere di fiction stanno ponendo sul tema sia lo specchio di un cambiamento in atto nella società odierna?
L’idea di avere un personaggio femminile che riscuota successo anche presso un pubblico maschile è importante.
Lei è sé stessa, ha la sua missione. Di conseguenza, si sfiora per forza di cose il tema dell’emancipazione femminile. Anche per questo abbiamo inserito l’elemento del modello patriarcale.
(Francesca) Lei mi piace perché è una testona, e quindi cambia grazie al confronto con gli altri. Il meglio nasce sempre dalla collaborazione.

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