Verso il mare, Tonino Taiuti debutta al TC14

verso il mare immagine

 

Verso il mare, di Tonino Taiuti, debutta al Teatro Civico 14, il 28 ottobre.
Taiuti entra in scena nel buio della sala e tra le sue mani fa ondeggiare un piccolo vascello di legno che effonde una discreta luce rischiarante.
Sul palco, gli oggetti di scena (una chitarra distorta da un amplificatore Vox, una tela bianca, una conca d’acqua e due spugne, due leggi laterali, una conchiglia) compartecipano allo sviluppo del racconto drammatico, strumenti gentili e complici al servizio della rappresentazione che combina immagini, parole, musica.
Verso il mare è la poetica e delirante ossessione di un marinaio tornato stabilmente sulla terraferma e assillato dal bisogno di restituire in forma di racconto i frutti della lunga esperienza marinaresca, maturati tra le vele spiegate al vento dopo un tormentato peregrinare intrapreso, in origine, per soddisfare un desiderio di liberazione.

Nella pièce, la saggezza empirica del vecchio lupo di mare si trasforma in rapimento lirico, in gioco citazionista che richiama di continuo i versi di Eugenio Lucrezi (“Io so’ caduto a mare e me so’ fatt’ pesce, pe’nun murì”) o di Achille Campanile («scomparso il sole, il mare impallidì e un brivido lo percosse»), utili a procurargli punti fermi su una superficie di eterno fluire.
La lingua napoletana di Taiuti è verace, è lingua incontaminata, è uno scorrere rapido e inesauribile di parole antiche che a fatica si lasciano afferrare, e si divincolano, come pesci presi all’amo.

Verso il mare è una performance dalla struttura poliedrica e incalzante che articola insieme diverse forme espressive: un uso della chitarra tale da ricreare l’effetto sonoro della tempesta che infuria e si abbatte sul mare; la poesia napoletana, i monologhi che impastano lingue e dialetti e che esondano di termini prelevati dal gergo dei marinai e dall’enciclopedia del mare; il canto, ora bisbigliato ora struggente, di “Piscaturella” e di “Ombre ro’mare”; i getti di colore su tela bianca predisposta sul fondo, per consentire all’artista/interprete di dipingere, nell’impulso creativo del live painting, un quadro che ritrae un’immagine luttuosa: sembra un mare costellato di croci.

 

                                                                                                                                                                                                                                                    Visto il giorno 28-11-2017

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