Ultime notizie dalla famiglia

Ultime notizie dalla famiglia

Zona Teatro Naviganti ha ospitato Antonello Cossia in scena con Ultime notizie dalla famiglia, dall’11 al 13 dicembre 2015. Le notizie di cui l’artigiano Cossia è protagonista sono quelle nate dalla penna di Daniel Pennac, incentrate attorno a Benjamin Malaussène, capro espiatorio di professione, e alla sua multietnica e stravagante famiglia.

L’attore e regista napoletano dà voce ai monologhi di Malaussène dal nobile intento: raccontare il mondo e la propria famiglia al figlio che sta per nascere, con assoluta verità, senza false speranze e con la giusta dose di ironia. L’allestimento è ideato da Annamaria Russo.

La scena è avvolta nel buio, nessun rumore, il pubblico resta in attesa di un ingresso. Le luci si accendono: un telo bianco su cui è poggiata un enorme palla rosa, uno sgabello bianco, piccolo e con quattro piedi, tre piccoli tavolini su uno dei quali è seduto, spalle al pubblico, Cossia. Vestito completamente di nero, berretto di lana a coprirgli la testa dura, bretelle rosse, si dirige al centro della sala e orientandosi in direzione di un’altra enorme palla rosa che pende dal soffitto inizia il suo racconto al futuro, alla vita che verrà.

Ultime notizie dalla famiglia è un racconto che prende vita attraverso la gestualità, la mimica facciale e la voce con cui l’attore napoletano racconta al bambino della sua futura famiglia, anzi della tribù dei Malaussène. Una famiglia molto variegata, composta da tanti personaggi che sembrano non avere tra loro una particolare connessione ma che di fatto saranno i suoi futuri parenti. Una nonna dall’innamoramento facile che perde la testa per il primo belloccio che vede passare per strada elevandolo immediatamente ad un rango nobiliare ma anche per un simpatico ragioniere e che decide di coronare tale innamoramento con un gesto di amore assoluto, un figlio. E per un periodo di circa nove mesi la signora si dà alla fuga, scompare alla vista della famiglia per poi vederla ritornare con un fagottino nuovo, dolce, a volte non troppo troppo, un nuovo componente della tribù. E lo zio Stojil, che purtroppo il piccolo non conoscerà mai. Un tipo particolare questo zio. Non sappiamo bene per quale motivo ma è stato un galeotto, e quando Julie dice a Benjamin di volere un bambino, quest’ultimo va a trovarlo e mentre giocano a scacchi gli chiede un consiglio. La risposta di Stojil è stoica: neanche fuggendo nella foresta australiana potrà sottrarsi alla volontà di una donna di avere un figlio. E poi c’è Jérémy, futuro fratello quindicenne. Un ragazzino molto vispo che ha dato fuoco alla scuola ustionando quasi a morte e salvatosi in calcio d’angolo è preposto a dare il nome, non sempre un nome usuale, ai nuovi nati della tribù. E poi c’è la sua futura mamma, Julie, una donna indipendente, coraggiosa e anche molto particolare. Infatti ha girato in mondo mossa dalla convinzione che soltanto gli uomini delle tribù ancora allo stato libero e quasi selvaggio siano i soli in grado di amare da un punto di vista sessuale, perché non mossi dall’idea romantica dell’amore e fisicamente dotati. L’incontro con Julie avviene all’interno del grande magazzino dove Benjamin lavorava precedentemente. Durante una fuga dalle bombe Julie racconta a Benjamin la sua vita. La sensazione di pericolo che i due si trovano a vivere e le vagonate di parole di lei scatenano una passione irrefrenabile e i due si appartano per poterla consumare. Ma è proprio in questo momento clou che i fantasmi delle tribù conosciute da Julie cominciano ad affollate la stanza mettendo Benjamin in una condizione di prostrazione psicologica tale da non riuscire a portare avanti l’atto sessuale. Anche il cane della famiglia Malaussène, Julius,  è un tipo particolare. Arrabbiato, spesso preda di crisi epilettiche e con un alito talmente pestilenziale da cedergli il passo si inserisce appieno all’interno di questa famiglia di Belville. Infine c’è lui, Benjamin, primogenito e capotribù della famiglia, che di mestiere, e anche per vocazione, fa il capo espiatorio alle Edizioni del Taglione. Lavora presso l’ufficio reclami e quando qualcuno piomba nel suo ufficio per esporre un reclamo lui, mosso dalla sua intrinseca vocazione, che è davvero un’arte particolare, comincia a piangere con copiose lacrime che inducono compassione e spingono alla risoluzione della controversia facendo ritirare prontamente ogni tipologia di denuncia.

Uno ad uno Benjamin presenta al suo futuro bambino gli abitanti di questa particolare tribù, che il pubblico impara presto ad amare, e lo fa con una sincerità disarmante affinché il futuro nascituro sappia esattamente a cosa sta andando incontro. La varietà umana della famiglia Malaussène è di fatto il riflesso del mondo dove gli esseri umani con tutte le loro particolarità ogni giorno si incontrano e si scontrano dando vita ad una pluralità di interazioni sociali che spaziano in un lungo asse esperienziale. Possono essere felici, spesso nefaste, ed il fatto che il piccolo possa essere messo a conoscenza di tutto ciò quando è ancora delle dimensioni di un fagiolo lo pone nella condizione di poter esercitare il suo libero arbitrio, venire al mondo oppure decidere di fermarsi. E Benjamin gli dice che in tal caso capirà, perché sa bene che la sua è una famiglia fin troppo scombinata all’interno di un mondo che lo è ancora di più.

Con questo monologo padre-figlio, che nelle pagine di Pennac ha catalizzato l’attenzione di quanti nel tempo lo hanno letto, Cossia ha saputo mettere in scena i sentimenti vivissimi ed intensi dei tanti protagonisti che hanno animato la serata. Adeguando la sua voce e mettendo il suo corpo a servizio della famiglia Malaussène. Muovendosi velocemente nello spazio, catturando gli occhi e le orecchie di quanti erano in sala ad assistere alla sua pièce. Ridendo di gusto, trattenendo il fiato, ascoltando le parole, a volte dolci a volte crudeli, di questo capo tribù che ama profondamente la sua donna e il bambino che gli darà. Un amore che si esprime in ogni parola, in ogni gesto ed in ogni paura. Un amore che è mosso dall’attesa e dalla voglia di stringere, finalmente, il Signor Malaussène.

 

Info:

ZTN – Zona Teatro Naviganti

vico Bagnara 3a (piazza Dante)

Orario: 11 e 12 dicembre ore 21:00, 13 dicembre ore 19:00

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