The Passenger – Berlino, il racconto unico della capitale della controcultura

La narrazione del nuovo numero di The Passenger, il libro-magazine edito da Iperborea per “esploratori del mondo”, è tutta incentrata su Berlino e comincia dal titolo di un libro del flâneur Hanns Zischler: “Berlino è troppo grande per Berlino”. E leggendo i vari saggi, racconti e reportage di The Passenger pare sia proprio così. Berlino, città con un passato troppo ingombrante ma anche capitale europea della cultura più avanguardistica, sperimentale che, negli anni successivi alla caduta del muro, è stata capace di reinventarsi.

Nel reportage “Alta infedeltà”, l’architetto Thibaut de Ruyter spiega che le tracce storiche della città sono molto spesso ricostruzioni, come nel caso del “Checkpoint Charlie”.  <<Le copie sono una cosa buona per l’inconscio collettivo>>, spiega de Ruyter, e <<addolciscono le piaghe lasciate dalla Storia>>. Questo “Disneyland” della Storia è, probabilmente, uno degli aspetti più stravaganti della Berlino di oggi, che vuole costruire un’immagine di sé piena di storia “senza rinunciare all’aria condizionata e alle connessioni internet ultrarapide”. E se da un lato è possibile toccare con mano una Berlino turistica, dove le copie sono più autentiche degli originali, dall’altro lato della città esistono interi quartieri, come Prenzlauer Berg, che stanno vivendo una transizione lunga e dolorosa con il dilagare della proprietà privata. Il reportage di Annett Gröschner, “Una generazione sotto sfratto”, racconta che, nel nuovo millennio, il mercato immobiliare è stato monopolizzato da grosse società speculatrici che acquistano appartamenti per rivenderli ad un prezzo maggiore. Intere generazioni, che hanno animato quartieri come Prenzlauer Berg, sono state sfrattate con la scusa del risanamento edilizio. Poi sono arrivati file di agenti immobiliari a sfrattare intere famiglie in affitto e ad omologare un quartiere misto.

Nonostante questi soprusi, Berlino resiste con la vitalità della sua storia più recente: lo racconta in “Nel ventre della balena” la giornalista di BuzzFeed news  Juliane Löffler, che racconta il locale più trasgressivo della Clubkultur berlinese, il KitKat, un sex club che ancora combatte contro la commercializzazione della cultura underground esplosa negli anni ’90. Lo racconta Christine Kensche nel “Cielo sotto Berlino” in un reportage che ha come protagonista la dj Ellen Allien e che racconta di come le case abbandonate si sono trasformate in discoteche dove tutto era possibile.

The Passenger – Berlino è un pezzo unico e raro nel panorama editoriale italiano e offre stimoli, anche visivi, che una normale guida non riesce a dare. Non è un magazine puro, non è una guida di viaggio, non è un libro ma è un oggetto editoriale complesso, intelligente e importante, che combatte, con la testa e con il cuore, contro la gentrificazione che sta modificando le grandi città.

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