Spiritilli ovvero cronaca di un’apparizione teatrale in casa Santanelli

Moscato - Santanelli 1 (8)

Il teatro cerca casa e questa volta la trova a casa Santanelli: tra libri e locandine teatrali l’accoglienza è delle migliori per le decine di appassionati di teatro che vi si sono stipati in un freddo e piovoso pomeriggio invernale.
Dopo una breve introduzione dei padroni di casa, inizia lo spettacolo di Enzo Moscato, che legge il suo Spiritilli, testo scritto nei primi anni ’80. Quasi tutti sapranno che si tratta del racconto di una coppia di giovani sposi che si trasferisce a Via della Concordia 37. La loro prima notte nel quartino preso in affitto è raccontata nei minimi dettagli, al punto che al pubblico sembra di avere davanti sia i poveri sposini che la figlia in fasce dei due. Come si evince dal titolo a farla da padrone sono gli spiritilli che abitano lo stabile e che rendono impossibile (o forse no?) la vita dei nuovi inquilini.

Dopo la lettura del testo, Enzo Moscato ha parlato a lungo con Manlio Santanelli. I due hanno in primis riflettuto sulla modernità del testo di Moscato, molto adatto sia agli anni ’80, sia al giorno d’oggi, sia ad epoche più lontane. Le origini biografiche di Moscato si fanno strada nel suo testo, collegandosi al tema delle presenze spiritiche -gli Spiritilli in questo caso- molto presente nella letteratura di tutti i tempi, come ha ricordato lo stesso autore-attore nel corso della chiacchierata con Santanelli.
I due infatti, insieme, rappresentano la storia del teatro napoletano, insieme ad Annibale Ruccello, sempr e non smettono mai di citare il ricordo di Annibale Ruccello, amico e sodale di entrambi.
Entrambi hanno ricordato il tempo in cui gli impresari teatrali privati rischiavano per sostenere il teatro e i giovani come loro, quando si trovavano se non scritture almeno consigli. Il tema sta molto a cuore ad entrambi. Moscato, a tale proposito, ha chiarito che quella teatrale sia “una missione” e come tale abbia tempi lunghi e difficili, un concetto che andrebbe spiegato meglio ai giovani, che a volte sperano in un successo veloce e semplice. Santanelli ha ricordato anche che chi non ha letto non può scrivere, suggerendo ai giovani presenti di leggere molti classici. La preoccupazione per il futuro dei giovani, infatti, è molto presente nei pensieri di entrambi, interessati al futuro del teatro e di quello che succederà quando loro non ci saranno più. Hanno riflettuto anche su come all’estero ci siano investimenti su nuovi scrittori e attori, mentre in Italia si assiste ad una totale assenza della promozione teatrale.

Oltre a pensare al futuro, hanno parlato anche del presente e della crisi del teatro attuale. Si è parlato di “legittimazione della mediocrità” a proposito di molti degli spettacoli presenti nei cartelloni italiani e della mancanza di persone che credono in un bel testo da mettere in scena. A loro parere i teatri hanno inizio a trattare il pubblico come dei clienti, perdendo di vista la necessità di educare gli spettatori e limitandosi a produrre cartelloni senza un apparente ragionamento alle spalle. Moscato ha ricordato la necessità di formare il pubblico, ma in un’epoca in cui le repliche sono così poche non è facile.

Isa Danieli ha commentato quello che i suoi colleghi stavano dicendo con un lapidario “per me il teatro sta morendo”. Ha parlato della sensazione avuta varie volte che la situazione teatrale stesse migliorando, salvo poi accorgersi che dall’inizio degli anni Ottanta la situazione è cambiata poco. L’attrice sembra preoccupata dallo scarso spirito critico del pubblico, che ha addirittura smesso di fischiare a teatro, smettendo di mostrare il suo pensiero. Ha consigliato ai giovani presenti di frequentare i teatri, vedendo ogni genere di messa in scena

Moscato ha commentato facendo riferimento al “capezzale del teatro”. Poi non sono mancate le allusioni alla fine della critica teatrale.

La professoressa Antonia Lezza ha affermato che il ‘teatro è una fotografia della società contemporanea’ e ha spostato l’attenzione sul problema degli eredi dei tragediografi che non danno la possibilità agli studiosi di offrire al pubblico parte del patrimonio italiano, ricordando come teatro e accademia collaborano proficuamente quando hanno il supporto delle istituzioni.

Il Teatro cerca Casa è un’iniziativa, nata da un’idea di Manlio Santanelli, e si configura come un’occasione non solo di vedere uno spettacolo al di fuori del tradizionale circuito, ma soprattutto come un modo di creare un confronto tra i protagonisti della scena teatrale nell’atmosfera conciliante e intima di una casa privata.


 

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