Play Duett

Play Duett

Per il 30ennale della Sala Assoli di Napoli è in scena Play Duett, un duetto di natura musicale, con Lino Musella e Tonino Taiuti, dal 22 al 30 dicembre 2015.

Lo spettacolo, definito dai due protagonisti un concerto per due, diversamente coetanei, vede come elemento dominante l’improvvisazione, un’apparente costruzione giocosa, che rende la pièce ricca di sfaccettature e molteplici sfumature e per effetto di tali primarie caratteristiche ogni replica ricca di differenti varietà che i due costruiscono, di volta in volta, mediante l’introduzione di elementi differenti e giochi improvvisati.

Play Duett è un cammino appassionato e suadente nella musicalità e nella forza della cultura napoletana. È un incontro di voci e di suoni, tra passato e presente, che portano lo spettatore a vivere l’atmosfera di un tempo lontano per poi ritrovarsi proiettati nuovamente al tempo presente, come se il sottile filo rosso che lega i diversi momenti storici si allenta e si stringe con la forza della lingua. Già nel titolo è chiara la visione. Infatti nasce da una commistione di lingue, Play dall’inglese e Duett dal tedesco, due provenienze geografiche fortemente teatrali le quali affondano nel tratto finale nella tradizione, nella letteratura e nella drammaturgia napoletana attraverso le voci di Taiuti e Musella, interpreti egregi di questo gioco di voci a due.

Elemento determinante della rappresentazione è l’improvvisazione, la costruzione di questo viaggio nella parola che non è mai uguale a se stesso, che inizialmente può apparire privo di legame logico ma che alla fine della visione porta lo spettatore al centro di un viaggio-gioco nella tradizione napoletana, quella delle radici, quella classica per eccellenza, ma anche quella più moderna. Il tutto condito con le musiche dal vivo di Marco Vidino.

Questa costruzione variabile della pièce poggia su una struttura solida, che parte dalla cultura teatrale napoletana per poi arrivare a quella inglese, tedesca ed anche francese. Partendo da Petrosinella di Giambattista Basile, scrittore italiano di epoca barocca, il primo ad utilizzare la fiaba in lingua napoletana come forma di espressione popolare con l’opera Lo cunto de li cunti, divenuto oggi patrimonio comune della cultura mondiale, lo spettatore comincia il suo cammino nella rappresentazione alternata dei due attori protagonisti, dove la parola ben presto diventa musica. Velocemente si passa alle canzoni tradizionali tratte da brani di Raffaele Viviani, al Don Fausto di Antonio Petito, che prende a prestito da Goethe tutta la forza del Faust facendolo atterrare nella tradizione campana, creando un asse immaginario tra Pulcinella e la cultura teutonica dove restano vivi tutti gli elementi del dramma originario, la firma per la vendita dell’anima, il travestimento, la tentazione, passando per Piedigrotta ed il Varietà e terminando con Shakespeare attraverso i meravigliosi sonetti tradotti da Dario Iacobelli.

La Sala Assoli sembra essere disegnata ad hoc per  una rappresentazione di questo tipo. Piccola e raccolta per non lasciar sfuggire nemmeno una parola, nemmeno una nota di questo splendido dialogo a due. Questa commistione di musica, parola, voce e dialoghi, letture e canti alla fine della rappresentazione lasciano lo spettatore con un’assoluta certezza, quella di aver assistito ad una performance, intensa e vivace allo stesso tempo, ma soprattutto ad un lezione assoluta di teatro, una spinta forte dalle viscere della nostra tradizione, una spinta dettata dal cuore, dove la parola è musica e la musica è parola, dove tutto diventa una danza, perché, citando parole famose, a Napoli tutto è magia.

 

Info

Sala Assoli

via Lungo Teatro Nuovo, 110

081 19563943 – botteghino@salaassoli.it

22, 23 e 26 dicembre ore 20:30

27 dicembre ore 18:00

29 e 30 dicembre ore 20:30

Biglietti

intero 12€, under 25 e studenti 8€

 

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