Napoli ’43: Enzo Moscato racconta la storia

Napoli 43

Napoli ’43 è probabilmente il lavoro più compiuto dell’ultimo Enzo Moscato ed è una messa in scena, complessa e profonda, sulle Quattro Giornate di Napoli del 1943. Ventiquattro interpreti, avvolti nelle immagini sceniche di Mimmo Paladino, raccontano le sorti di una città che, senza aiuto alcuno, si è liberata con le proprie forze dai nazisti.

Il racconto di Moscato per il 70esimo D-Day napoletano

Non è la prima volta che Moscato mette in scena la Storia di Napoli. L’ha fatto con “Luparella”, con protagonista una Isa Danieli superba, e con “Sull’ordine e il disordine dell’ex macello pubblico” e, come sempre, il drammaturgo napoletano evita la retorica e il qualunquismo. In “Napoli ’43″ Enzo Moscato prende posizione, si schiera contro, racconta e ricorda una rivolta spontanea, popolare, una guerriglia che si è combattuta nei vicoli, nelle case, col sangue agli occhi e con convinzione. Lo fa senza cedere ai compromessi ma seguendo fedelmente la sua “linea di teatro”. In una scena semibuia, squarciata dai segni profondi di Mimmo Paladino, scrittura incancellabile nella memoria cittadina, prende vita la lingua di Moscato, materica, sottile e tagliente. La narrazione è frammentata – infatti l’autore ha lavorato su frammenti tratti dalla sua produzione – e si articola all’interno di una tela intessuta dalla Lingua Napoletana, che si fa scena. Una lingua ibridata da Moscato, come sempre, con altri idiomi, che contiene i sentimenti, le emozioni, l’angoscia, le paure e le contraddizioni dei napoletani. Una lingua ricca di invenzioni linguistiche (“guernicata”), che sa esprimere, nella maniera più aulica, l’orrido e il sublime. Il teatro di Moscato rende perfettamente l’atmosfera delle famose quattro giornate napoletane: quel suo anarchismo linguistico può raccontare coerentemente l’offesa che i napoletani hanno subito settant’anni fa proprio perché non si omologa a nessuno stilema affrancandosi anche dalla lingua stessa del teatro.

Grazie a una squadra di ottimi interpreti, su tutti Benedetto Casillo e Salvatore Cantalupo, Enzo Moscato, con “Napoli ’43″ regala non solo una preziosa testimonianza civile dai tratti brechtiani ma lascia un segno, sulle tavole del palcoscenico, fatto di sangue, idee e carne.

NAPOLI ’43
SCENARIO EVENTO PER IL 70° D-DAY NAPOLETANO

Con Enzo Moscato, Antonio Casagrande, Benedetto Casillo, Cristina Donadio.
Immagini sceniche: Mimmo Paladino
Luci: Cesare Accetta
Costumi: Tata Barbalato

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