Marco Cappelli Acoustic Trio sulle tracce di Jo Nesbø

Non c’è modo più bello e originale che festeggiare San Valentino con un concerto che omaggia Jo Nesbø, il mitico giallista che ha inventato il personaggio di Harry Hole, il commissario alcolista alle prese con crimini efferati. D’altronde, la stessa storia di San Valentino, sacerdote del III secolo d.C. che sposava clandestinamente le coppie, è una sorta di thriller che si conclude con la sua decapitazione.
Il chitarrista Marco Cappelli propone la formula dell’acoustic trio nella sala del Teatro Sannazaro di Napoli, ospitato dall’Associazione Scarlatti,  e si fa affiancare da Oscar Noriega ai clarinetti e da Shoko Nagai al bandoneon. Il risultato è un campionario di suoni e scenari che si avvalgono della voce recitante di Andrea Renzi. Cappelli sceglie la forma della suite e un approccio non convenzionale in cui i frammenti sonori dialogano tra di loro seguendo sfumature dense di melodie e raffiche di rumori e, talvolta, è come ascoltare un tumulto di budella, ronzii, sibili e, addirittura, urla.
“The Nesbø Project” prova a trasformare gli elementi di un thriller in musica all’interno di un lavoro impressionante, affascinante e di una bellezza brutale. Marco Cappelli ha messo, per un attimo, da parte il suono della chitarra tradizionale e ha preparato il suo strumento aggiungendo una cordiera trasversale. Gli effetti sonori, aggiunti da Shoko Nagai, manipolano il flusso sonoro e lo rendono malleabile, il contrabbasso di Ken Filiano, spesso, dà slancio ritmico ai brani, coadiuvato da Satoshi Takeishi alle percussioni, ma è Noriega che fa andare e venire i motivi tematici contraendo ed espandendo la melodia. Tutto, però, parte dalla sensibilità compositiva e dalla direzione dal vivo di Cappelli che ha stabilito alcune regole di base giocose ed inventive con i musicisti. Tutto ciò si percepisce dalla platea ed è sempre percepibile l’abilità del chitarrista nel canalizzare l’abilità e la spinta improvvisativa dei musicisti in un territorio che il pubblico riesce a riconoscere. Il risultato è un concerto denso, dalle trame profonde e fantasiose, che aggiunge tensione narrativa alle storie di Nesbø.

 

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