Lift to Experience – The Texas-Jerusalem Crossroads (Mute, ristampa 2017)

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The Texas-Jerusalem Crossroads è il disco di esordio del 2001, ripubblicato dopo 15 anni dalla Mute Records, dei Lift to Experience, band texana formata dal mitico Josh T. Pearson, voce e chitarre, Josh Browning al basso e Andy Young alla batteria.

Disco che divenne subito un cult, The Texas-Jerusalem Crossroads, oggi, conferma il suo splendore in una nuova versione che comprende anche la celebre Peel Session. Un doppio album affascinante che racchiude il deserto, la Bibbia e la parabola apocalittica del giovane Pearson alle prese con la sua mente e una jazzmaster che spara riff micidiali, mistici e fiammeggianti.

I brani sono delle lunghe digressioni che attraversano tutta la storia del post-rock, anche quella a venire, e sono imprevedibili, enigmatici e potenti. La triade composta da “Falling from Cloud 9”, “With Crippled Wings” e “Waiting to hit” mette letteralmente ko lasciando senza fiato. Silenzi si alternano ad esplosioni di suoni, la voce di Pearson ipnotizza il cuore quando si inerpica per sentieri insoliti e tortuosi, la fine del mondo è vicina. Non resta che proseguire nell’ascolto, andare in Texas, “Down with the Prophets”, e ritrovare il trio sotto la X di Texas, sotto la Lone Star.

Qui Pearson canta, tra silenzi e urla, abitato dai suoni della sua terra, profondamente attaccato al Texas e alle sue praterie fino alla nostalgia. Le canzoni, man mano che si procede nell’ascolto, diventano sempre più materiche, pesanti e primitive e anche i silenzi, le immagini evocate, ricordano i romanzi di McCarthy dove l’America rurale ancora i corpi dei sognatori nel terreno regalando un pezzo di cielo e un angolo di inferno.

Dobbiamo rendere grazie alla bassista dei Cocteau Twins, Simon Raymonde, per averci concesso la possibilità di ascoltare i Lift to experience, che lei scoprii in una notte piovosa nel cortile di un ristorante messicano ad Austin. Fu una benedizione per noi ascoltatori e una maledizione per Josh Pearson che non è mai riuscito a separarsi da questi pezzi dolorosi, pieni di misticismo, che scrisse attingendo fulgidamente dai sermoni del padre. Lui, figlio di un predicatore, ha alimentato la mitologia folle delle chiese bigotte del sud degli Stati Uniti all’interno di pezzi pieni di ferite esistenziali. Eppure è proprio dalle pianure del Texas che proviene The Texas-Jerusalem Crossroads, uno degli album più personali e accattivanti degli anni 00 in cui si assiste ad un dialogo epico tra un cantautore e Dio all’interno di una cornice narrativa eccezionale, che supera anche i confini del concept album.

 

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