Le sorelle Brontë raccontate da Manuela Santoni

Le sorelle Brontë

Le sorelle Brontë sono un caso particolare della produzione letteraria ottocentesca. Tre sorelle, tutte e tre dotate per la scrittura, piene di talento e di voglia di raccontare. Accomunate dagli stessi sogni e dalla voglia di farcela con le loro forze, sono riuscite a lasciare un segno indelebile nella storia della letteratura mondiale. E considerando gli ostacoli che hanno incontrato nel corso delle loro vite, si tratta di un risultato non da poco.

Le sorelle Brontë di Manuela Santoni – edito da BeccoGiallo nel classico formato brossurato – costituisce un ideale secondo volume in un’antologia di libri dedicati alle scrittrici del passato, dopo il bellissimo Jane Austen di cui vi ho già parlato e che mi aveva davvero colpita. La storia di queste tre ragazze cresciute in epoca vittoriana si rivela, attraverso lo sguardo benevolo dell’artista, in tutta la sua sconcertante modernità: si tratta di donne che vivono una situazione difficile e cercano il modo di far fronte alle avversità della vita, incoraggiandosi l’una con l’altra.

La “fortuna” delle sorelle Brontë, cresciute nella tranquilla e noiosa campagna inglese, è quella di aver avuto, da sempre, accesso all’istruzione e a letture di vario genere – perché il reverendo loro padre, riteneva di doverle avviare alla professione di istitutrici, mancandogli i mezzi per fornire loro una giusta dote per dei ricchi matrimoni. Educate, ad ogni modo, alla severità e al rigore, perdono ben presto la madre e sono mandate in collegio, luogo pestilenziale e severo ai limiti di ciò che dovrebbe essere considerato accettabile.

Il nostro graphic novel segue le vicende di Emily, Charlotte e Anne quando sono già adulte e i problemi a cui far fronte sono prima di tutto quelli economici, uniti alla grave forma di alcolismo da cui è affetto il loro fratello Branwell, completamente abbrutito e impossibile da recuperare. Le sorelle considerano Emily la più dotata per la letteratura, ma lei è anche quella con il carattere difficile e con più reticenze riguardo alla possibilità di intraprendere una carriera da scrittrice. Charlotte, invece, appare come la più pratica delle tre, anche se non mancano, per lei, sogni ad occhi aperti e momenti di nostalgia, inclusa la sua cotta per il professor Héger, conosciuto dalle due sorelle maggiori nel loro periodo di studi a Bruxelles. Sempre più in ombra, la figura della mite Anne, che ha comunque composto romanzi piacevolissimi, di cui tutti certamente ricordano Agnes Grey. La storia narrata ne Le sorelle Brontë è molto fedele alla realtà storica e ci racconta perfino dell’escamotage che le scrittrici architettarono per poter portare avanti la loro attività indisturbate: scrivere usando pseudonimi maschili.

Il tratto usato ne Le sorelle Brontë è quello a cui Manuela ci ha già abituato con Jane Austen: squisitamente retrò e molto stilizzato, crea le giuste atmosfere per far concentrare i lettori sulle emozioni e sensazioni dei personaggi.

Credo che il lavoro fatto da questa giovane artista sia assolutamente da sostenere, poiché, grazie ad opere così appassionate, sarà sempre possibile leggere, rileggere e approfondire le esistenze di donne straordinarie come le sorelle Brontë.

Titolo: Le sorelle Brontë
Autore: Manuela Santoni
Editore: BeccoGiallo
200 pp., b/n – 17,00 €

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