Le 95 tesi

le 95 tesi

Le 95 tesi. Una storia di Lutero è un’elaborazione drammaturgica di Giuseppe Cerrone e Antonio Piccolo tratta dai testi di Roland H. Bainton, Luther Blisset  e dall’opera teatrale di John Osborne, “Lutero”, composta nel 1964, è un lavoro che riflette sull’uomo Lutero, senza operare alcun giudizio morale ma ragionando, piuttosto, sui suoi dubbi e sul suo percorso spirituale in un’epoca in cui la corruzione della Chiesa Cattolica era sotto gli occhi di tutti. Cerrone e Piccolo hanno presentato, così, un Lutero contemporaneo, in balia delle contraddizioni del suo tempo, ma senza rinunciare alla cronologia degli eventi che hanno caratterizzato il suo percorso. Inizialmente Lutero, nel momento in cui entra volontariamente nel convento degli agostiniani, è un uomo inquieto, pieno di tormenti, dalla salute cagionevole. Frate Martino è devoto, rispetta le regole ma mal sopporta l’amoralità della Chiesa cattolica, che comincia a vendere indulgenze allontanandosi decisamente dalla sua missione originaria. Allontanato dai suoi compagni, Lutero può affidarsi solo a Frate Staupitz, che  gli infonde la forza giusta per affrontare la sua personale rivoluzione. Il 31 ottobre del 1517 affigge così, alla porta della chiesa del Castello di Wittenberg, le sue 95 tesi che la Chiesa Cattolica bolla, per la maggior parte, come eretiche. Invitato a ritrattare per non essere scomunicato, Lutero si rifiuta e comincia il suo percorso di rinnovamento appoggiato dai principi tedeschi, ormai stanchi di pagare tributi alla Chiesa di Roma, e dalla popolazione. Cerrone e Piccolo continuano il loro percorso di ricerca non rinunciando alla propria cifra stilistica che sposa essenzialità e divulgazione dosando bene gli equilibri tra gli attori, i quali mostrano una maturità e una preparazione inedita tra le nuove leve.

In una scena teatrale nazionale che cerca, sempre più, e senza neanche troppo gusto, di sintetizzare quella miriade di linguaggi teatrali contemporanei in lavori discutibili (e talvolta osannati dalla critica), Cerrone e Piccolo sono una concreta novità pur lavorando su stilemi classici. Lavorano sull’attore, sul testo, sul concetto più che su ideali estetici tornando, quindi, alla funzione originaria del teatro di rappresentazione e senza perdere mai di vista la realtà. Le loro interpretazioni sono convincenti e, pur se alcune soluzioni possono apparire discutibili (Papa Leone X giocatore di basket, il tau francescano), il loro percorso drammaturgico è ben delineato, scevro da mediazioni o da ingerenze morali. L’obiettivo di Teatro in Fabula è di mettere pochi, pochissimi ostacoli tra palco e platea, ragion per cui la scelta di adoperare pochi oggetti in scena, di semplificare i dialoghi e di adoperare abiti borghesi come costumi rende fruibile anche un lavoro complesso e di sostanza come questo.

 

Le 95 tesi

una produzione Teatro In Fabula

con Raffaele Ausiello, Sergio Del Prete, Aniello Mallardo, Alessandro Paschitto, Antonio Piccolo
drammaturgia e regia: Giuseppe Cerrone e Antonio Piccolo

costumi: Anna Verde
elementi scenici: Antonio Genovese
disegno luci: Renato Zagari
editing musicale: Mario Autore
organizzazione: Paola Boccanfuso
foto di scena: Tiziana Mastropasqua
progetto grafico: Fabio Fusco
comunicazione: Giulia Esposito
ufficio stampa: Gabriella Galbiati
responsabile amministrativo: Stefano Torrese

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