La vita è un’avventura: le poesie di Louis Brauquier in italiano

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“La vita è un’avventura” è una raccolta di 40 poesie di Louis Brauquier, tradotte per la prima volta in italiano grazie a Round Midnight Edizioni, una casa editrice indipendente, e alla fulgida traduzione di Bianca Fenizia.
Uscita nel settembre 2015, è una pubblicazione importante che consegna al lettore italiano tutta la grandezza di uno dei più grandi poeti francesi del Novecento.

Per capire pienamente la sua poesia, bisogna conoscere la sua storia: nato il 14 agosto del 1900, Louis Brauquier trascorre la sua infanzia a Saint-Mitre-les Remparts e studia a Marsiglia. A ventidue anni è già riconosciuto dai marsigliesi come il poeta della città. Non è, però, solo uno scrittore: si laurea in legge, lavora per diverse compagnie marittime, ed è di stanza a Sydney per tre anni, dal 1926 al 1929 e poi a Noumea, fino al 1933. Vive nella Shangai assediata dall’occupazione giapponese dal 1941 al 1947 e torna a Marsiglia solo nel 1960. Durante tutto questo periodo, pubblica ininterrottamente poesie intense, vitali, romantiche, riflessi genuini del suo essere cittadino del mondo. Eppure, nonostante tutto, chi lo ricorda, lo indica ancora come il poeta di Marsiglia e un motivo c’è: costretto all’esilio per gran parte della sua vita, attraverso i suoi scritti ha dimostrato un attaccamento viscerale per la sua città natale. Nella sua poesia c’è quel “desiderio inappagato di ritornare”, per citare Kundera, la saudade portoghese, il vero canto dell’assenza.

Il Carbonaio mette la giacca sulla spalla/La sirena dei palanchi dà un urlo straziante/Unte d’ombra le strade cigolanti le gru/La notte cala il suo velo sui moli lentamente.Transatlantici neri, su orizzonti rosati/Sembrano un immenso volo di fenicotteri/Arrestati e cacciati ai cancelli del cielo/I piroscafi in silenzio con i boccaporti chiusi/Cullano con nostalgia e dolcemente gli alberi maestri;/Il timoniere d’avventura tiene la rotta/Del cargo migratore che il mio desiderio attracca/Ai bordi della banchina colpita dall’acqua nera che squarcia/Il fanale del guardiano che tiene d’occhio il faro.

(da Sera sui moli)

L’anima di Marsiglia è nostalgica come il suo poeta, che, in un unico abbraccio, contempla la malinconia delle navi, dello Straniero, della Provenza. Le poesie di Brauquier sono una testimonianza importante e raccontano, probabilmente, una Marsiglia che non esiste più in quanto città ma che esiste solo in quanto stato d’animo. La vita di Brauquier è stata sempre un viaggio senza fine, di porto in porto, ricca di esotismi ma anche di ritratti anonimi che popolano le banchine del porto. Rileggendo questa bellissima raccolta, tutto questo viene fuori, a poco a poco, ma, al vissuto, si aggiungono le vite mai vissute, gli sconosciuti mai incontrati e le storie mai ascoltate. Destini che popolano città portuali come Marsiglia e che rendono magiche le solitudini di poeti del silenzio e della nostalgia come Brauquier.

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