Kiss & Cry

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Kiss & Cry è uno spettacolo veramente difficile da raccontare. Potrebbe essere utile,per cominciare, fare alcune precisazioni di tipo ‘pratico’, per chiarire quello che si è visto il 15 giugno in un Teatro Politeama praticamente al completo, in occasione del primo giorno del Napoli Teatro Festival del 2016. Jaco Van Dormael  è un regista belga che è stato recentemente al cinema a con Dio esiste e vive a Bruxelles (Le Tout Nouveau Testament); le sue opere sono tutte caratterizzate da una forte presenza dell’elemento surreale e fiabesco e spesso utilizza una voce fuori campo per raccontare storie, come in L’ottavo giorno o in Mr. Nobody.

Anche in questo caso la voce fuori campo racconta una storia e gli attori sono ‘solo’ delle mani riprese dal vivo e proiettate su un maxi schermo al centro del palco. Lo spettacolo, però, non è solo quello che si vede proiettato, non sono solo le abilissime mani che si fanno metafora per mettere in scena persino l’inizio della vita sulla terra, non è solo NanoDanse. Non è solo la descrizione della vita di una donna e dei suoi amori, né solamente un’intelligente riflessione sulle persone che scompaiono dalle nostre vite e finiscono in un cassetto nascosto della memoria di ognuno di noi. Non si tratta solo di uno spettacolo che fa sorridere, riflettere, che commuove e che ottiene un’ovazione al momento della sua conclusione. Dietro c’è molto di più.

Kiss & Cry, infatti, è messo in scena grazie all’abile lavoro di dieci persone, tra cui il regista stesso, che, senza nascondere nulla, mostrano al pubblico entrambe le facce di un esperimento riuscitissimo. Il pubblico osserva la camera da presa che si muove tra i vari set allestiti in scena proiettando tutte le scene dal vivo (sullo schermo non va in scena nulla che non stia accadendo in quel momento sul palco), vede gli allestimenti che si spostano, le luci che creano l’atmosfera, il fumo che viene dalle sigarette fumate sul palco e avvolge la micro-scena.

I presenti si stupiscono per gli effetti ottenuti dalle riprese di mani, con l’ausilio di alcuni accorgimenti tecnici, e anche lo spettatore più distratto comprende che la magia del teatro arriva quando  arti apparentemente lontane si incrociano tra di loro, annullando i confini.

KISS & CRY
Ideazione originale Michèle Anne De Mey e Jaco Van Dormael
In creazione collettiva con Grégory Grosjean, Thomas Gunzig, Julien LambertSylvie Olivé, Nicolas Olivier
Coreografia e NanoDanses Michèle Anne De Mey, Grégory Grosjean
Messa in scena Jaco Van Dormael
Testo Thomas Gunzig
Sceneggiatura Thomas Gunzig, Jaco Van Dormael
Luci Nicolas Olivier
Riprese Julien Lambert
Scenografia Sylvie Olivé
Progettazione suono Dominique Warnier
Narratore Angelo Bison 

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