Julio Cortázar, Disincontri è la nuova raccolta inedita proposta da Sur

Disincontri è l’ultima raccolta di racconti pubblicata da Julio Cortazar nel 1982 ed è in libreria, grazie alla casa editrice Sur, dal 6 settembre nella nuova traduzione di Ilide Carmignani.
Ci sono mondi colorati, assordanti o difficili da raggiungere in letteratura ma, in ogni caso, nel momento in cui si comincia a frequentare l’universo di un autore ci si espone ad un “disincontro”, come accade con Cortazar.
Il titolo, infatti, non è ingannevole e ogni racconto, a partire dalla lettera aperta a Glenda Jackson, propone un disincontro ma anche una scoperta e un viatico per attraversare più porte o per riempire le distanze.
Inoltre c’è l’accumulo di visioni, frammenti di voci sepolte che potrebbero cambiare la nostra percezione e il nostro punto di vista come quando, nel racconto Disincontri, Cortazar scrive: “Di Sara gli restavano poche immagini, ma ognuna si stagliava come una vetrata nell’ora del sole più alto, con azzurri e rossi e verdi che fendevano lo spazio fino a fargli male”.

Qui Cortazar recupera il tempo perduto di un adolescente che prova a conservare l’immagine della sua amata (e perduta) Sara ma subisce un blocco perché non può utilizzare quelle immagini, ormai, nemmeno nelle sue fantasie sessuali in quanto frammento di un momento mai avuto ma vissuto solo nelle sue fantasie più intime. Cosa fa, allora, lo scrittore argentino? Prova a rendere il disincontro un incontro e, attraverso la scrittura, crea un ponte immaginario tra l’adolescente e la sua amata.

Probabilmente è questa capacità affabulatoria che attrae, tutte le volte, il lettore verso Julio Cortazar, quel “richiamo al limite dell’ammissibile, un invito a un viaggio che si può compiere solo in territori fuori da ogni territorio”. Le parole sono un ponte tra la memoria e il quotidiano, come l’ultima sala del museo di Fine Tappa, e, nel mezzo, c’è la Storia, seppur in forma allegorica come nel racconto Incubi.

Parole come divinazione, che traducono i sogni, che contengono molte informazioni simultanee, che possono farci vedere cosa sta succedendo, come accade al personaggio di Satarsa. Parole che si fanno letteratura, che sono una trappola in cui incappare per comprendere meglio il nostro quotidiano.

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