Iosonouncane + Paolo Angeli @Teatro Nuovo, Salerno, 15.03.2018

Foto di Silvia D'Ovidio

Foto di Silvia D’Ovidio

Per me, la musica, come l’arte in generale, deve cambiare lo stato delle cose, scuotere un sistema preesistente, lanciare sfide, così come stanno facendo Jacopo Incani aka Iosonouncane e Paolo Angeli nel minitour che li vede protagonisti in alcune date italiane.

Angeli, grandissimo performer e musicista, da una parte, ha dato nuove chiavi di lettura ai brani di Iosonouncane ma, d’altro canto, quest’ultimo, gli ha consentito di estendere il sistema nervoso centrale della sua musica.

Ed eccoli, quindi, sul palco del Teatro Nuovo di Salerno ad unire, in un live, due strutture completamente diverse – quella di Angeli improvvisativa, quella di Jacopo Incani più controllata, come già notai nel Mandria Tour – all’interno di un processo che si può definire, senza ombra di dubbio, sentimentale. In scena, infatti, portano un magma sonoro che comprende la loro lingua, che è la voce dei loro nonni, ma anche un esercizio necessario per lavorare una molteplicità ineguagliabile di suoni e di silenzi.

Due diverse forme espressive che si sovrappongono, sfidando i paradossi e ripensando, in maniera intelligente, un catalogo che pesca a piene mani da generi diversi, senza rinunciare allo scopo necessario di conoscere se stessi attraverso l’approccio dal vivo.

Pochi pezzi di Iosonouncane, tre canti tradizionali sardi e tantissima improvvisazione che non si pone, quindi, al riparo della memoria ma, anzi, la attraversa in un’atmosfera di gioco, di leggerezza ma anche di arbitrarietà. Incantevole questo scambio, ancora in progress, che si giustifica e si intensifica facendosi esperienza del significato di un suono, di un pattern, della ripetizione.

Non tutti riescono a decodificare l’atmosfera dura, che non obbedisce alle logiche dei live odierni, creata dai due artisti, ma quantomeno non si rimane sulla superficie. La ricerca, d’altronde, deve essere questa, fatta di suoni, chitarre preparate, consolle, voci. L’elemento distintivo, qui, è la regola che Iosonouncane e Paolo Angeli si sono dati, spogliata da ogni alone intellettuale estraneo al mondo della musica.

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