In the mood for love: trama e recensione

Questione di stile, e di eleganza. D’amore, e di ombre. Poche visionarietà possono vantare la potenza e la capacità di lasciare attoniti che appartiene a Wong Kar-Wai. Definirlo sperimentale, all’epoca di Hong-Kong Express o Happy Together, fu un leggero errore di valutazione. C’era meraviglia, nelle panoramiche dall’alto della cascata di Iguazu. C’era furore erotico, lo scontrarsi dei corpi, la velocità dell’Oriente industrializzato. Il miracolo del tango, il dolore dell’abbandono. Ma già allora Wong Kar-Wai era un appassionato della geometria, delle linee rette come percorso più lungo per arrivare in ogni luogo.

In The Mood For Love è un grande film “senza”. Senza sesso, o passione consumata. Senza la voracità dell’incontro delle membra. Senza storia, liquefatta nell’incontro degli sguardi. Senza furore tangibile, senza la rapidità estrema che a Wong Kar-wai si riconosceva. Senza sguardi sghembi.
In The Mood For Love è un grande teorema sull’amore, il più chiaro melodramma che si sia mai realizzato negli ultimi dieci anni.

In The Mood For Love è un grande film “con”. Con una strabocchevole quantità di sesso, di passione ferocemente interiorizzata. Con una sovrapposizione vorace delle membra, giocata sulle assenze, come sulle compresenze incidentali. Con una storia che si tesse via via, aiutata dal caso, dalle comunanze del destino, dalla silenziosa accettazione dei tradimenti altrui. Con un furore immenso, disciolto in cromatismi rabbiosi, in accuratissimi interni, in una preziosa ricostruzione tiepida. Con inquadrature studiatissime, e la ricerca costante di una prospettiva inedita. Il perfetto equilibrio raggiunto da chi pareva per vocazione destinato agli eccessi, ma che per intima convinzione è un classicista.
C’è un fato che sanguina, nella storia di questi angeli perduti immersi nella routine borghese. Silenti. Violentemente scardinati, ma deracinè ingabbiati. Dai suoi personaggi vuole il massimo, Wong Kar-Wai. Il massimo è l’ascesi come anti-regola di vita, l’accettazione e la rinuncia, l’amore, e il suo opposto. Grande lezione di cinema.

Articolo di Riccardo Ventrella

Manfredi

Manfredi recupera e raccoglie gli articoli scomparsi dal web reputati dalla redazione di alta qualità. Il nome dell'autore sarà posto in fondo agli articoli, che potranno essere rimossi in caso di segnalazione.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Notice: Undefined variable: font_family in /home/mhd-01/www.armadillofurioso.it/htdocs/wp-content/plugins/gdpr-cookie-compliance/moove-modules.php on line 282