In memoria di una signora amica

 

In memoria di una signora amica regia Francesco Saponaro credit Marco Ghidelli

In memoria di una signora amica regia Francesco Saponaro credit Marco Ghidelli

In memoria di una signora amica, opera di Giuseppe Patroni Griffi, una delle personalità più eclettiche del panorama culturale italiano del secondo Novecento, ha aperto la stagione teatrale al Teatro Nazionale di Napoli con regia e adattamento di Francesco Saponaro, e sarà in scena dal 28 ottobre al 15 Novembre. Francesco Saponaro raccoglie un’eredità importante con quest’opera che porta con sé due nomi rilevanti della cultura italiana: fu, infatti, Francesco Rosi, a presentare per primo In memoria di una signora amica nel 1963, il cui testo, scritto agli inizi degli anni sessanta, si riallaccia alla poetica della napoletanità del teatro di Patroni Griffi. Partendo da questo insieme di riferimenti culturali, sociali e storici, Saponaro affronta quest’opera dalle tante anime in un percorso storico in quattro quadri, quattro serate dal 1945 al 1950 tra le mille anime della nostra città.

Le spoglie di  una città rifugio, che ha subito la guerra, fanno da sfondo alla rappresentazione. Ma non solo. Napoli, che tante volte è richiamata nel corso dello spettacolo, è l’amica odiata e amata degli attori in scena. L’unica città dove accadono determinate cose, l’unica città dove nonostante gli orrori subiti, le umiliazioni, la perdita degli affetti, la fame e i tentativi, diversi e disperati per uscirne ancora fa scalpore una donna che per i gradoni di Chiaia gira con i capelli blu, non perché abbia voluto attirare la voce del popolo, ma semplicemente perché la mancanza di mezzi causata dalla guerra induce le signore borghesi, le donne che hanno avuto un’educazione e che un tempo erano abituate ad un tenore di vita diverso ad andare da coiffeur improvvisati, in piccole botteghe buie in cui la mancanza di un’adeguata illuminazione è causa di lavori stravaganti.

Mariella Bagnoli, interpretata da Mascia Musy, e le sue amiche, affittuarie settimanali di un tavolo adibito a tavolo da poker in casa sua, ci raccontano i tempi difficili del dopoguerra, con l’ironia tipica della napoletanità, con l’arte di arrangiarsi e fare sempre di necessità virtù, perché le signore devono garantirsi un tenore di vita adeguato alla loro condizione. Anche quando ciò significa affittare un tavolo da gioco o una camera da letto per i piaceri degli americani. L’arte di andare avanti potrebbe non essere condivisibile, ma è Mariella a portare avanti la carretta con forza e determinazione, abbandonata dal marito con un figlio ancora piccolo che, una volta cresciuto, l’abbandonerà per trasferirsi a Roma dove seguirà le sue aspirazioni musicali. Tante volte Mariella, in preda alla disperazione, vorrebbe lasciare Napoli per andare in un posto migliore, dove le cose funzionano, dove c’è civiltà e lavoro, come Roma. Ma la partenza segreta del figlio la induce ad abbandonare questo suo intento migliorativo, anche se solo per poco.

I quadri passano lasciandosi alle spalle gli stenti del dopoguerra, la prostituzione dilagante nei vicoli dei quartieri spagnoli, le corna di cui Napoli è piena e ritroviamo Mariella a Roma finalmente ricongiunta con suo figlio ma cambiata. Non più la donna combattiva di qualche anno prima ma una donna quasi ammaestrata, assoggettata ai dettami di sua nuora. Una visita delle sue amiche in terra capitolina, ormai rimaste tutte sole, porterà Mariella a ricongiungersi con la sua Napoli, che tanto aveva disprezzato in passato e che ora vede come l’unico posto, anzi le uniche pietre entro le quali poter terminare la propria esistenza.

In memoria di una signora amica è il racconto di un momento cruciale di decadenza della  nostra città. È il racconto del dopoguerra napoletano talmente trasformato che ha dato nuova struttura alla sua popolazione, rendendo le giovani donne prostitute e gli uomini cornuti. È la storia di un degrado dell’anima che porta i giovani ad allontanarsi per potersi salvare affrontando lo strazio del distacco dal mare, dal Vesuvio, dal calore insito nella gente di questa città.  È la storia della generazione di Giuseppe Patroni Griffi e Francesco Rosi che Saponaro fa rivivere in modo sapiente, cogliendo e dando nuova forza alla pesante eredità storica dell’opera. Una produzione laboriosa del Teatro Stabile di Napoli che vede in scena interpreti di straordinario vigore.

Dopo le date napoletane lo spettacolo sarà in tournée a Milano, al Teatro Franco Parenti dal 17 al 22 novembre 2015.

 

Info:

Teatro Stabile di Napoli

Piazza Municipio

081 5524214 – info@teatrostabilenapoli.it

Orario spettacoli: 28 e 30 ottobre, 3, 6, 10, 13 novembre ore 21:00 – 29 ottobre, 4, 5, 11, 12 novembre ore 17:00 – 31 ottobre e 7 novembre ore 19:00 – 1, 8 e 15 novembre ore 18:00

Biglietteria: 081 5513396 – biglietteria@teatrostabilenapoli.it

 

 

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Notice: Undefined variable: font_family in /home/mhd-01/www.armadillofurioso.it/htdocs/wp-content/plugins/gdpr-cookie-compliance/moove-modules.php on line 282