Il vecchio fango: la poesia dei sensi e la scoperta del presente

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Il Teatro dei Sensi Rosa Pristina torna al Napoli Teatro Festival con Il vecchio fango, labirinto sensoriale che condurrà il viaggiatore tra le mura del Museo Diocesano situato a Largo Donnaregina.

Uno scrigno illustre, illuminato dalla luce fioca di candele che accompagnano la forza degli stilemi gotici mentre lo spettatore si dirige verso un tendone nero, passaggio verso l’esperienza ignota. Una cosa dolce, una cosa amara o una cosa forte la premessa ad occhi chiusi per tutto ciò. L’anticamera del viaggio è una stanza illuminata da un cono di luce immerso nel silenzio. Un tavolo,  un villaggio scolpito nella creta: case, stradine, lunghe distese di un immaginario verde, il fiume che passa attraverso di esso. L’odore forte della materia modellata, una donna accompagna lo sguardo del viaggiatore immerso nel minuscolo villaggio, muovendo un pallina che prontamente si ferma sotto un piccolo arco. Quello sei tu.

Bendati ci si avvia all’incontro con qualcosa che non ci è noto. Avvolti nel buio, rumori riempiono lo spazio, piccolo, grande, che ruota tutto intorno. Vecchie litanie, il vociare confuso dei bambini, una radio che va, un forte odore di terra misto ad incenso. Passi piccoli che si avvicinano e poi fuggono. Un fruscio, qualcuno ti sfiora, qualcuno sembra esserti accanto. Mani che ti prendono e fanno da guida nel mondo immaginifico del villaggio. Di mano in mano si entra nel pieno di un’esperienza ancestrale, dal sapore antico e nostalgico ma profondamente puro. La vecchina del villaggio intenta a preparare pozioni, il gioco proibito di due bambini che mossi da coraggio misto a paura tramano per una sigaretta, la dolce fanciulla alle prese con i tanti turbamenti della carne, il dottore che controlla il polso e poggia le mani sulla testa, Quante chiacchiere, e rinfresca la fronte con un panno bagnato. Il fotografo, l’unico che ci è dato vedere, perché in fondo tutti sono lì perché hanno voglia di vedersi. Il giovane amante che stringe e bacia la mano.  Bisbigli si susseguono, tenui sussurri proferiti alle orecchio del viaggiatore, un dialogo intimo e privato per suggellare il patto della sua totale dedizione.

Gli spazi, piccoli o grandi che siano, perdono la connotazione concreta del luogo per divenire pura immaginazione. Il rumore dell’acqua è il fiume che scorre di fianco ai piedi, gli abiti che pendono dal soffitto, le cui differenti stoffe accarezzano le mani, sono l’interno intimo di un’abitazione. Il divano imbottito il luogo deputato alla conquista. Tutto esiste, tutto è immaginazione.

Il piccolo villaggio diretto da Susanna Poole per quanto diverso dal canonico teatro di prosa è ricco di una ricerca espressiva che è di fatto un forma di drammaturgia specifica: il singolo spettatore che bendato diviene protagonista della sua personale messa in scena dove il potere delle immagini sedimentate nella memoria privata prendono vita grazie alle stimolazioni olfattive ed uditive. Ogni singolo viaggio è una messa in scena a se stante. Ecco la premessa fatta all’inizio: una cosa dolce, una cosa amara o una cosa forte. Ognuno ritrova una parte di sé e sente, forse per la prima volta, l’appartenenza ad un senso di comunità ormai svanito perché messo all’angolo da plurime sollecitazioni visive e sonore. Poco importa se i tanti traghettatori della serata fossero uomini o donne, poco conta non aver visto le loro facce, la loro espressione. Il buio avvolge lasciando emergere l’invisibile, tassello mancante nella costruzione del presente, sempre più costretto dalla restrizione razionale che per una sera si è perso nei vicoli della città lasciando alle sensazioni la parte principale.

Il vecchio fango

drammaturgia TEATRO DEI SENSI ROSA PRISTINA
regia SUSANNA POOLE
con LIDIA ARIAS, ROSARIA BISCEGLIA, SOFIA CAMPANILE, ROBERTA DI DOMENICO DE CARO, DAVIDE GIACOBBE, ELEONORA LONGOBARDI, SALVATORE MARGIOTTA, CARLO MELITO, GABRIELE POOLE, SUSANNA POOLE, CINZIA ROMANUCCI
scenografia GIUSEPPE BARBATO
paesaggio olfattivo NELSON JARA TORRES
paesaggio sonoro DAVIDE D’ALÒ
disegno luci CIRO COZZOLINO
produzione TEATRO DEI SENSI ROSA PRISTINA

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