Il giuoco delle parti

Teatro comunale di Narni UMBERTO ORSINI "Il Giuoco delle Parti" di Luigi Pirandello con Alvia Reale, Michele Di Mauro, Flavio Bonacci .Regia Roberto Valerio Scene Maurizio Balò Costumi Gianluca Sbicca Light designer Pasquale Mari

Il tema dell’adattamento dei classici è ancora molto vivo nella scena teatrale napoletana, come ci aveva già mostrato Latella con il suo Natale in casa Cupiello . Questa volta siamo alle prese con un altro grande pilastro della drammaturgia novecentesca, Pirandello: Roberto Valerio, Umberto Orsini e Maurizio Balò hanno, infatti, adattato il testo de Il giuoco delle parti, con la regia di Roberto Valerio.

Umberto Orsini interpreta Leone Gala che, a sua volta, interpreta la parte del marito, Alvia Reale è Silia, che interpreta la moglie, mentre Totò Onnis è Guido Venanzi, l’amante. Le parti che la società ha definito sono molto chiare.

Son così contento io ch’ella abbia visto per la prima volta un pernio: quello che mi tiene infisso nella mia parte assegnata, di marito! Figùrati se voglio romperglielo! Cara, sì, sì, tuo marito, e tu sei la moglie, e lui… e lui naturalmente sarà il padrino!

La messa in scena di Roberto Valerio racconta la storia per intero, ma abolisce l’originale divisione in tre atti proposta da Pirandello. Lo spettatore osserva la storia dal punto di vista del protagonista Leone, ormai vecchio e ricoverato in un ospedale psichiatrico. Il suo cameriere (interpretato da Carlo De Ruggieri) è diventato così un infermiere, che passa le giornate ad assisterlo durante le sue allucinazioni. Ed è durante queste visioni che Leone rivive la vicenda che lo ha condotto alla follia. Osserva, così, anche le parti della storia in cui non era presente e riflette (con voce fuori campo) su quello che gli è accaduto. Vede soprattutto sua moglie Silia che convince l’amante  Guido a coinvolgerlo in un duello per causare la sua morte e liberarsi di lui.

La scelta di porre il protagonista a bordo campo appare un ottimo modo per motivare la distanza che Leone sente dalla vicende in cui si è trovato e dalla sua vita in generale. Un uomo che ha sempre detto di sì a tutto e tutti non per eccessiva bontà, ma per totale disinteresse verso quello che accade attorno a lui. Ed è per questo che accetta di vivere separato da sua moglie, lasciandole persino la libertà di avere un amante. Accetta, però, la parte che la società gli ha imposto: è il marito appunto e come tale si comporta, fino a quando non gli viene chiesto qualcosa che crede non sia nei suoi doveri.

La messa in scena di Valerio rispetta la scrittura di Pirandello, senza seguirla pedissequamente, e lo fa grazie alle scene di Massimo Balò e alle luci di Pasquale Mari, che riescono a distinguere i momenti di lucidità da quelli di ricordo del protagonista. Umberto Orsini dimostra ancora una volta che un teatro di mestiere non deve necessariamente essere noioso o pedante, ma possono esserci interpreti tradizionali e nel contempo adatti ad un pubblico vario. L’insegnamento che uno spettacolo del genere offre a chi lo va a vedere, infatti, è che il teatro contemporaneo deve molto alla tradizione teatrale e non può fare a meno di confrontarvisi, per non dimenticare da dove ha avuto origine tutto.

 

Il giuoco delle parti

Teatro Mercadante, Napoli

13-12-2016 ore 21.00
14-12-2016 ore 17.00
15-12-2016 ore 17.00
16-12-2016 ore 21.00
17-12-2016 ore 19.00
18-12-2016 ore 18.00

da Luigi Pirandello
adattamento Roberto Valerio, Umberto Orsini, Maurizio Balò
regia Roberto Valerio
con Umberto Orsini, Alvia Reale, Totò Onnis, Flavio Bonacci, Carlo De Ruggieri, Woody Neri

scene Maurizio Balò
costumi Gianluca Sbicca
disegno luci Pasquale Mari

produzione Compagnia Umberto Orsini s.r.l.

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