Frida, l’operetta amorale di Vanna Vinci

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Ancor prima di essere una pittrice, Frida Kahlo è stata una donna dall’irrefrenabile desiderio di vita, un desiderio così forte, che neppure la malformazione da cui era affetta sin da bambina e il terribile incidente avuto da ragazza riuscirono a minare. Predestinata ribelle, Frida sembra un personaggio fatto apposta per piacere alla fumettista Vanna Vinci, specializzata nel narrare storie di donne sopra le righe, spregiudicate e sognatrici. Le sue protagoniste, infatti, sono sempre eccentriche e terribilmente affascinanti. Ne sono un lampante esempio i libri Tamara de Lempicka e La Casati. La musa egoista. La ricostruzione della vita di Frida operata dalla Vinci è molto accurata ed orientata a mettere in luce tutti i momenti fondamentali dell’esistenza della pittrice. Così, partendo dalle origini messicane e dal rapporto esclusivo col padre – fotografo tedesco emigrato in Messico – ripercorriamo le tappe più importanti, dal suo desiderio di studiare medicina, alla militanza nel gruppo dei Los Cachuchas, ragazzi iscritti come lei alla Escuela Nacional Preparatoria e simpatizzanti per il socialismo nazionale. Conseguenza naturale di quest’assidua frequentazione del gruppo, fu l’innamoramento per Alejandro Gómez Arias, capo dei Cachuchas e primo ragazzo di Frida.

Questa, però, fu soltanto una cotta passeggera, perché il vero grande amore della Kahlo è stato, com’è noto, il pittore Diego Rivera, donnaiolo impenitente che l’avrebbe più volte tradita ma avrebbe anche sostenuto la sua carriera artistica, di cui è stato uno dei più ferventi promotori.
Particolarmente toccante è il modo in cui Vanna Vinci descrive l’incidente che ha impedito per sempre a Frida di condurre una vita normale. La morte la sfiora, la reclama, eppure anche lei perde coraggio davanti alla potenza vitale dell’artista e le concede ancora qualche anno per sognare, amare, dipingere, anche se dovrà farlo tra atroci sofferenze. Il dolore diventa una parte inestricabile della sua arte, caratterizzata dalla produzione seriale di autoritratti, realizzati dalla pittrice nei lunghi periodi di malattia. Per concederle di lavorare anche in quelle condizioni, la madre aveva fatto montare sul suo letto uno specchio, insieme a un meccanismo per dipingere sdraiata. Pur costretta a letto, quindi, la giovane continuò a fare tutto ciò che era in suo potere per esprimere sé stessa.

Vanna Vinci ci restituisce un ritratto d’artista commovente e audace, una biografia di donna dolorosa e sublime, col tocco leggero e “magico” che contraddistingue tutte le sue opere. Consigliatissimo.

Titolo: Frida – Operetta amorale a fumetti
Autore: Vanna Vinci
Editore: 24 ORE Cultura
160 pp., col. – 22,90 €

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