Eris Edizioni presenta il Progetto Stigma

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Eris Edizioni è una casa editrice attiva dal 2009, molto attenta a dare il giusto spazio ad opere interessanti ed “alternative”, spesso lontane dai canoni per così dire “mainstream”.

La passione che mettono in ogni progetto è tangibile e la prova di ciò arriva anche dai numerosi premi che l’editore è riuscito a conquistare in quasi un decennio di attività. L’impegno e la qualità delle pubblicazioni sono cose che i lettori sentono a pelle, ed Eris – il nome viene proprio dalla famosa dea della discordia – è una realtà affascinante e in crescita, capace di attirare a sé il pubblico più disparato.

In questa sede voglio parlarvi di una grande iniziativa messa a punto dalla casa editrice: si tratta del Progetto Stigma, che vede lavorare fianco a fianco Eris Edizioni e un collettivo di autori – Marco Galli, Alberto Ponticelli e Luca Negri sono solo alcuni dei nomi coinvolti – assolutamente fiero di autogestirsi!

Di seguito, trovate un’intervista con qualche curiosità in più – a cui hanno risposto sia l’editore che il fumettista AkaB (all’anagrafe Gabriele Di Benedetto), ideatore di questa collaborazione – che spero vi divertirete a leggere, così come io mi son divertita a farla!

Per l’editore:

1)      Come e quando nasce il “Progetto Stigma”?

Come le migliori storie nasce tutto inaspettatamente. Si sono incrociati percorsi paralleli che viaggiavano sullo stesso percorso. Come Eris ci siamo accorti dell’importanza del progetto  e confrontandoci abbiamo capito come unire le esperienze per portare ai lettori dei fumetti incredibili.

2)      L’approccio editoriale da voi adottato, è molto diverso rispetto al metodo, per così dire, canonico. Quali sono le ragioni di un modus operandi così atipico?

Unire il metodo della prevendita on-line e la classica distribuzione in libreria ci sembra che sia il valore aggiunto per un’esperienza mai provata prima in Italia. Un gruppo di autori autogestiti che collabora con una casa editrice strutturata mantenendo le rispettive autonomie è il risultato più grande dopo la qualità altissima dei libri proposti.

3)      Che reazioni vi aspettate dal pubblico che abitualmente legge le pubblicazioni di Eris Edizioni?

Le nostre scelte sono basate innanzitutto sul gusto personale dei tre componenti di Eris (Matilde, Gabriele e Sonny) e di una visione più ampia della narrazione per immagini attuale nel nostro paese. A tutti gli effetti i libri prodotti con Stigma rientrano nel nostro catalogo come una qualsiasi altra nostra produzione e quindi siamo sicuri che saranno semplicemente un tassello in più nel libro collettivo che è il nostro catalogo.

4)      Credete che questo progetto attirerà anche lettori diversi rispetto a quelli già “fidelizzati” al mondo del fumetto?

L’idea di pubblicare storie che altrimenti non sarebbero arrivate in libreria, e quindi essere sotto gli occhi di lettori nuovi, sia indispensabile per dare una potenzialità in più al libro. Essendo l’autore al centro del Progetto Stigma e di Eris sappiamo che partecipare a fiere dove i fumetti non arrivano e far uscire i libri a fumetti dove non ce ne sono dia all’autore la possibilità di parlare a persone nuove e così di ampliare la propria narrazione.

Per gli autori:

1)      Qual è l’origine del nome AkaB?

Negli anni ho dato tante risposte diverse a questa domanda, da non ricordarmi più quale sia quella vera. Ci provo lo stesso, è stata una scelta dovuta ad un insieme di cose, ho letto Moby Dick durante un anno di autoesilio in Islanda e sono rimasto flashato dalla figura del capitano Achab, l’idea di un uomo ossessionato da un mostro che mette a repentaglio la sua vita, mi rispecchiava. Oltre a questo non ho nessuna simpatia per le forze dell’ordine, divise e militari in genere. Più tardi ho scoperto chi in lingua Maya Akab significa, notte, che da sempre è il mio momento per lavorare. Comunque il nome per me è una cosa complessa, mi piacerebbe poterlo cambiare a seconda di quello che faccio, come trovare lo stile di disegno più adatto ad una storia. Ma a quanto pare non è una buona strategia di marketing.

2)      Si tratta di un progetto nato a tavolino o è sbocciato casualmente, riunendo i vostri comuni interessi?

È stato tutto molto naturale, cresciuto molto velocemente e con incastri magici stile Tetris. A tavolino ci vediamo solo al bar.

 3)      Com’è nata la collaborazione con Eris Edizioni?

Preordinata dalle stelle.

Stavo già collaborando con la Eris per le illustrazioni del libro di Uduvicio Atanagi “Lucenti” poi una mia amica – fissata con l’astrologia – mi ha parlato del pianeta X Eris. Il mio senso di ragno si è attivato e ho pensato di mandargli il catalogo con i primi 12 libri.

Loro, consultando gli i ching, hanno detto si. Certe decisioni sono troppo importanti per essere prese razionalmente.

4)      Ci parlate, più dettagliatamente, dei quattro volumi che verranno pubblicati a breve?

Ok, faccio un sospiro e tiro fuori il Mastrota che è in me. La prima uscita è ÈPOS di Marco Galli, una storia notturna su un ritorno a casa da i risvolti apocalittici. A Giugno uscirà STORIE DI UOMINI INTRAPRENDENTI E DI SITUAZIONI CRITICHE di Luca (Regular Size Monster) Negri. Non credo sia umanamente possibile raccontare la trama. Diciamo che il titolo dice tutto. Si prosegue a Settembre con PERSO NEL BOSCO di Dario Panzeri (anche qui non ho vita facile) un omaggio doloroso e struggente a un icona pop che non si può nominare per motivi di copyright. Per finire a Lucca uscirà RUBENS scritto da me e disegnato da Cammello + Spugna. Da una costola tossica di Tumorama verrà raccontata la storia di Rubens, le sue origini, il suo ultimo grande amore. Ricordo che ad ogni uscita sarà allegato uno Special (che riveleremo di volta in volta) compreso nel prezzo. Tutto è doppio in Stigma come la verità e gli emisferi cerebrali. (uff, che fatica)

5)      Vi aspettate un’accoglienza calorosa da parte del pubblico italiano?

NO.

6)      Qualche piccola indiscrezione su progetti futuri?

Stiamo lavorando a molte cose, ma ho letto un libro che dice che il passato e il futuro non esistono, quindi intanto mi godo il presente esistente.

 

Allora viviamoci il presente, nell’attesa di poter leggere tutte queste nuove, rivoluzionarie opere!

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