Eduardo Scarpetta, cinquant’anni di palcoscenico

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Castelvecchi editore ristampa l’autobiografia di Eduardo Scarpetta (1854-1925), scritta nel 1922 dopo il ritiro dalle scene. Il volume inizia con la Prefazione di Goffredo Fofi che riflette sull’importanza di Scarpetta e su come abbia colto le trasformazioni della società portandole a teatro. Seguono due contributi dei nipoti. Luca De Filippo ricorda suo nonno come capostipite di una stirpe teatrale, un commediografo che ha messo in scena commedie originali che tuttora fanno ridere l’Italia. Luigi invece preferisce ricordarlo come il nonno che ha conosciuto proprio leggendo questo libro negli anni ’50.

Con questa autobiografia, Eduardo Scarpetta racconta 50 anni di carriera, concludendo l’introduzione con il celebre “ora rido io!”, frase apposta anche sulle pareti della sua villa vomerese. La narrazione ha inizio con la nascita del commediografo, a via Santa Brigida, in uno dei palazzi buttati giù per fare spazio alla galleria. La sua appare fin da subito una famiglia sfortunata <<sembra quasi impossibile che un uomo, venuto al mondo per far ridere gli altri, abbia dovuto, viceversa, piangere poi tanto per conto proprio prima di diventare felice… anzi Don Felice!>>. Molti traslochi costellano la sua infanzia: il primo descritto come la loro fuga in Egitto, il secondo causa della presenza del munaciello, fino a quello a Vico Nocelle dove il padre morì nel 1868.
Nel frattempo il racconto della passione infantile per i pupi, con annesse allusioni al fatto che i pupi di allora avessero la testa meno dura dei pupi in carne ed ossa con cui si relazionava da capocomico. Le storie di
vita familiare, in cui le mazzate ricevute si mescolano coi primi esperimenti teatrali casalinghi, riempiono i primi capitoli.
Poi il cambio di prospettiva: l’emozione di un bambino che va per la prima volta a teatro, un teatro vero, il San Carlino, la paura della maschera di Pulcinella, che Petito -Pulcinella in persona!- gli farà passare.
I ricordi infantili si mescolano con le i racconti dell’uomo di teatro, i ricordi di personaggi dello spettacolo napoletano visti da chi ne ha fatto la storia rappresentano un patrimonio inestimabile per i lettori. Gli inizi della sua carriera sono raccontati a partire dal rifiuto di Petito e l’aiuto di Andrea Natale che lo fece andare in scena a 14 anni.
Il racconto continua con la descrizione della genesi delle sue commedie e dei suoi personaggi, insieme alle storie della sua vita con i cambi di teatro e di attori, fino alla nota diatriba legale con D’Annunzio per la parodia della Figlia di Iorio.
Una testimonianza impagabile per chi ama Napoli e il suo teatro e intende approfondire la storia di un personaggio che ha contribuito a rendere grande lo spettacolo italiano.

Eduardo Scarpetta, Cinquant’anni di palcoscenico
Prefazione di Goffredo Fofi
Contributi di Luca e Luigi De Filippo
Castelvecchi editore 2015
22€

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