Ecce Virgo: peccato, debolezza e condivisione al Teatro Elicantropo

Ecce Virgo

Il Teatro Elicantropo di Napoli ha ospitato dal 14 al 18 febbraio 2018 l’anteprima di Ecce Virgo, storia di una monaca di clausura, spettacolo della musicista e drammaturga napoletana Angela Di Maso con protagonisti Gianni Lamagna e Francesca Rondinella. Lo spettacolo, vincitore del premio nazionale di drammaturgia Fabrizio Romano, è una storia che spoglia l’animo umano mettendo a nudo le debolezze e le fragilità sepolte dai conformismi e condizionamenti che mettono in discussione il concetto del giusto.

Lo spazio scenico è essenziale e completamente esposto alla vista dello spettatore sin da principio: la penombra avvolge la scena in cui al centro si erge fiero un crocifisso dall’anima di metallo. Nella  sua imponenza diventa simbolo di una duplice evocazione: da un lato lo scenario della storia, dall’altro il suo allontanamento. L’aria è pesante sin da prima che gli attori entrino in scena, testimone di qualcosa di profondamente opposto e contraddittorio. Ad amplificare questa evocazione polivalente il bellissimo disegno luci di Cinzia Annunziata: come la parola, e l’assenza della stessa, disegna una storia sui volti dei protagonisti, accompagna i loro corpi nei movimenti simmetrici, specchio dell’altro, i forti chiaroscuri donano intensità ed accento alle loro voci. Finanche le pause ed i silenzi, fregiandosi della sinfonia della luce, diventano corpose e vive.

Al centro della messa in scena il peccato e la sua accettazione. Lontana dal precetto insito nella matrice cattolica di assoluzione ed espiazione per la pena commessa, sorella Angelica mediante la confessione estorta con la menzogna al frate conventuale, cerca la condivisione del peccato, la comprensione, il non giudizio. E nella ricerca del mezzo utile al suo scopo cerca uno specchio del suo agire impudico: il frate condivide la sua stessa pena, il suo stesso slancio, convenzionalmente sopito, alla carne e al piacere. I due si avvicendano poiché uno il riflesso dell’altro: sono specchi attraverso cui guardare se stessi, sono ombre che si inseguono alla ricerca della luce. Questa metrica simbolica si riversa sin da subito nei loro movimenti che seguono un rigore matematico nella loro riproposizione. Si allontano e si sostituiscono in questa lotta per la sopravvivenza. Si avvicinano e si allontano annientandosi parola dopo parola, confessione dopo confessione.

La drammaturgia della Di Maso, essenziale e tragica, si sposa con una scelta registica elegante e pulita che coinvolge lo spettatore perché traccia un collegamento al suo mondo reale: la messa in discussione e la condivisione di un concetto alternativo di peccato fanno luce su argomentazioni non solo direttamente connesse al tema religioso ma passibili di notevole trasversalità. La presenza in scena di due artisti dello spessore di Lamagna e Rondinella, protagonisti di questo rigore e sconfinamento dello stesso, rendono grazie al carattere crudo e reale della scrittura della drammaturga napoletana.

 

Ecce Virgo, storia di una monaca di clausura
testo e regia di Angela Di Maso
con Francesca Rondinella e Gianni Lamagna
costumi Francesca Loreto
disegno luci Cinzia Annunziata
elementi scenici Armando Aloisi
musica Angela Di Maso e Arvo Pärt
trucco Silvia Manco e Gennaro Patrone
Antego Produzioni

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