Crave

crave pierpaolo sepeCrave, lo spettacolo di Sarah Kane diretto da Pierpaolo Sepe, è andato in scena in via eccezionale alla Sala Assoli di Napoli giovedì 10 dicembre e vi resterà fino a domenica 13, per poi proseguire la sua programmazione dal 15 al 20 dicembre nell’ambito del 30ennale della Sala Assoli.
“Qualsiasi modalità si scelga per mettere in scena un testo di Sarah Kane, lo si tradirà”: è questo l’incipit che il regista sceglie per le note dello spettacolo, ma è anche la premessa indispensabile concessa allo spettatore che decide di addentrarsi nel complesso universo della drammaturga inglese, prematuramente scomparsa nel 1999. Pierpaolo Sepe non teme il tradimento e lo dimostra ampiamente nella sua versione di Crave (traducibile in italiano come Febbre) che si presenta sul palco come risultato della sua personale, lenta e sentita metabolizzazione del testo della Kane.

I quattro attori in scena, Gabriele Colferai, Dacia D’Acunto, Gabriele Guerra e Morena Rastelli, hanno risposto sapientemente alle necessità d’estremismo di Sepe, consumandosi letteralmente sul palcoscenico senza risparmio alcuno di energie fisiche e soprattutto psichiche. C’è un quinto attore in realtà, ed è difficile non notarlo: una cancellata si erge imponente nella sala a separare – e a sottolineare – la divisione tra il mondo abitato dai personaggi di Crave dal mondo – protetto – del pubblico. Una separazione netta, violenta, invalicabile, come emblema dell’incomunicabilità e la disperazione che ne deriva, agitata dal ritmo frenetico dei suoni provenienti dai synth (degne di nota le musiche e gli effetti audio) e dagli aneliti degli attori stessi che, come personaggi dei quadri di Hopper, vivono nell’immobilismo una solitudine atavica. Ciascuno racconta la propria storia, ma è un monologo a quattro voci che si ripete in un eterno ritorno mescolato e confuso; è un continuo flusso di parole che puntualmente si spezza, torna indietro, gira su se stesso, e poi ancora da capo, dove ogni spunto di riflessione diviene inevitabilmente l’ennesima ossessione. Parlarne è inutile, dice apaticamente uno dei personaggi, non serve a liberarsi dal dolore e dall’angoscia. La catarsi, piuttosto, sembra essere l’unico modo per affrontare gli orrori a cui siamo sottoposti e la cancellata, in questo caso, niente può fare: si rimane risucchiati dal vortice febbrile di Crave.

Crave di Sarah Kane

regia di Pierpaolo Sepe

Aiuto regia Emma Di Lorenzo

con Gabriele Colferai, Dacia D’Acunto, Gabriele Guerra e Morena Rastelli

Sala Assoli, via Lungo Teatro Nuovo, 110

dal 10 al 12 dicembre alle 20:30

13 dicembre ore 18

dal 14 al 19 dicembre ore 20:30

20 dicembre ore 18:00

Intero: 12 euro

Ridotto (studenti, universitari, under 25): 8 euro

 

 

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