Consigli per le letture estive: La Sirena Cannibale

“Quaggiù tutti sono allegri
Guizzando di qua e di là
Invece là sulla terra
Il pesce è triste assai
Rinchiuso in una boccia
Che brutto destino avrà
Se all’uomo verrà un po’ fame
Il pesce si papperà
Oh, no!”

Comincio questo pezzo con un verso della celeberrima canzone In fondo al mar della disneyana Sirenetta, perché confesso di aver avuto in mente tal motivetto fin dall’inizio della lettura del manga di cui mi accingo a parlarvi. Solo che, nel caso de La Sirena Cannibale di Hiroshi Noda e Takahiro Wakamatsu, non sono gli umani a mangiarsi gli ignari pesciolini, ma la stessa principessa del mare! Ebbene sì, la protagonista del fumetto, la nobile Era, finisce con l’appassionarsi ai deliziosi piatti a base di pesce preparati dagli abitanti del mondo emerso. Del resto, già dal titolo e dall’immagine di copertina – che vede l’eroina impugnare un paio di bacchette e mangiare con le lacrime agli occhi – si capisce che siamo in presenza di un personaggio particolare, una sirenetta un po’ sui generis, che diventa, contro il suo stesso volere, una gran divoratrice di sushi.

In verità, l’intento originale della principessa, una volta salita in superficie, era davvero encomiabile, ossia dare l’ultimo saluto al suo amico Katsuo, ignobilmente trasformato in una succulenta pietanza dai selvaggi esseri umani. Così, giunta nel ristorante incriminato, comincia a pregare davanti al piatto di tonnetto striato appena ordinato, ma uno dei clienti le fa notare che, se non mangia come si deve, il pesce che ha dinanzi non potrà andare in paradiso. Era si lascia facilmente convincere da questa teoria e assaggia il suo amico: da quel momento, niente sarà più lo stesso per la principessa, ormai irrimediabilmente conquistata dai sapori della nostra cucina! Inizia così un loop terribile da cui la bella sirena non riesce ad uscire; ogni qualvolta uno dei suoi amici viene pescato, la nostra sale nel mondo “di sopra” con la scusa dell’ultimo addio e finisce invece per papparseli fino all’ultima fettina, ben intinti nelle deliziose salse di accompagnamento!

A ogni scorpacciata, Era si sente sempre più colpevole e sporca, ma l’appetito non diminuisce e la ragazza non riesce più a fare a meno di quei sapori così intensi. Il senso di colpa, però, la perseguita, così la sirena scappa nel mondo umano ma, durante la fuga, prende una forte botta in testa e dimentica la sua identità. A salvarla – guarda caso – un ragazzo che gestisce un ristorante di pesce…

La Sirena Cannibale è una serie molto leggera, piena di quello humor un po’ demenziale in stile giapponese a cui gli abituali lettori di manga sono certamente avvezzi. Il fumetto s’inserisce nel filone di storie che hanno come assoluto protagonista il cibo, associato ad un piacere “fisico” di cui i personaggi sono alla continua ricerca. Il celebre Food Wars – da cui è stato tratto anche un anime di grande successo – ha fatto scuola e molti altri manga hanno riproposto questa formula di base con idee più o meno fantasiose o particolari.

Se leggendo La Sirena Cannibale vi aspettate di trovare riflessioni profonde o una trama articolata e cervellotica, certamente avete sbagliato lettura. Si tratta, infatti, di un manga da leggere per farsi due risate, senza stare troppo a pensare alle implicazioni “etiche” di una sirena che mangia altri pesci. È chiaramente, invece, un fumetto dedicato agli amanti della cucina: troverete perfino una sorta di rubrica delle ricette dove vengono spiegati i procedimenti di preparazione del pesce, dalla sfilettatura ai condimenti da usare. Il disegno di Takahiro Wakamatsu è molto morbido e bello, la principessa è assolutamente kawaii e i piatti sono disegnati con grande attenzione. Che altro dire? Buon sushi a tutti!

Titolo: La Sirena Cannibale
Autore: Hiroshi Noda, Takahiro Wakamatsu
Editore: J-POP Manga
180 pp., b/n – 5,90 €

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