Confessioni di un uomo in pigiama

Leggendo Confessioni di un uomo in pigiama non riesce difficile credere che Paco Roca sia un autore tanto premiato, che è riuscito a guadagnarsi, nel corso della sua lunga carriera, innumerevoli riconoscimenti, tra cui ricordiamo il lucchese Gran Guinigi 2008 e il premio Goya 2012 per il suo Rughe – diventato anche un film d’animazione – e il Comic II Zone come miglior fumetto nazionale pubblicato nel 2013 per I solchi del destino.

Confessioni è il titolo conclusivo della cosiddetta “trilogia pigiamesca” – che comprende anche i volumi Memorie di un uomo in pigiama e Avventure di un uomo in pigiama – e raccoglie una serie di brevi storie umoristiche, originariamente pubblicate come strisce domenicali del quotidiano spagnolo Las Provincias, editate per la prima volta in Italia dalla rivista Linus.

L’uomo in pigiama del titolo è l’autore stesso, Paco Roca, che racconta le sue impressioni sul mondo che lo circonda, utilizzando l’espediente di brevi capitoletti di poche pagine ciascuno, ognuno dedicato ad un particolare argomento. La scelta del titolo di questo libro ha un preciso significato: restare a casa senza doversi vestire per uscire, era il sogno dell’autore fin da bambino.

Il primo capitolo di questo graphic novel dal gustoso formato slim – a me ha ricordato un quadernone di appunti – s’intitola “Il debito appiccicoso” e ci spiega, con spiazzante ironia e semplicità, che quelli che tengono tra le mani le redini del mondo mirano a confondere le persone comuni, per poterle controllare e disporne a proprio piacimento. In questo caso, il cattivo è un direttore di banca che, distraendo il nostro eroe a causa di un naso gocciolante e alquanto disgustoso, gli impedisce di prendere decisioni a mente lucida. Partendo, dunque, da una questione strettamente personale, ossia la necessità di saldare un prestito ricevuto dalla banca, Paco Roca riesce ad ampliare il discorso, arrivando a parlare di debito pubblico, democrazia e libertà. Stupenda, a tal proposito, la vignetta che fa il verso alla scena finale del film Il Pianeta delle Scimmie con Charlton Heston, sempre attualissima nella sua angosciosa e terribile distopia.

Le vignette raccolte nel volume affrontano anche tematiche molto più leggere, trattate con ugual sagacia e spirito di osservazione, che ci insegnano a tenere in gran considerazione l’opinione di un uomo in pigiama, un artista, un sognatore. Personalmente, ho riso tantissimo leggendo “Inconscio, pensa agli affari tuoi” oppure il capitolo “Paura dei lettori”, entrambi basati sulle esperienze personali del fumettista spagnolo, ma assolutamente condivisibili da tantissime persone. Anche lo stile di disegno utilizzato, asciutto ed essenziale, ben si sposa con le tematiche trattate e il tipo di narrazione utilizzato, agevolando una lettura piacevole e moderna sotto ogni punto di vista.

Confessioni di un uomo in pigiama è una lettura ironica e divertente, ma che riesce anche a far riflettere. Gli interrogativi, i dubbi, le ansie e le passioni di Paco Roca, sono anche quelle di ognuno di noi: in questo mondo che non si prende mai una pausa, dove tutto è costantemente in bilico e tutti sono sempre alla ricerca di qualcosa, bisogna trovare il tempo necessario per fermarsi a pensare, e questo libro è davvero una buonissima occasione per farlo. Terminata la lettura del volume, ciò che ho pensato è stato: “Voglio leggerne ancora!”, perciò è sottinteso che il mio giudizio su quest’opera non può che essere totalmente positivo.

Titolo: Confessioni di un uomo in pigiama
Autore: Paco Roca
Editore: Tunué
64 pp., col. – 15,00 €

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