Bleeding Mariachi: la parola a Veronica Ciancarini

Bleeding Mariachi

Bleeding Mariachi, opera prima della brava Veronica Ciancarini, è un fumetto che fa sua la violenza un po’ grottesca d’impronta tarantiniana, insieme a una forte componente sentimentale, unita a una bella spruzzata di sovrannaturale.
Parlando con l’autrice al Comicon di quest’anno, lei stessa mi ha rivelato quali sono le opere che la ispirano maggiormente tra cinema e letteratura, a volte anche in maniera inconsapevole.

Bleeding Mariachi è pubblicato da Edizioni BD all’interno della collana dedicata ai talenti emergenti: Progetto Next.
La sua autrice, Veronica Ciancarini, ha le carte in regola per fare faville nel variopinto mondo dei comics: scoprite con anche voi il perché, leggendo l’intervista!

1) Com’è nata l’opera?
Dunque, io sono stata scoperta da Maurizio Rosenzweig. In realtà volevo fare la performer di musical. Non pensavo di essere in grado di fare fumetto. Bleeding Mariachi è nato perchè, prima di tutto, volevo fare qualcosa che piacesse a me.
Il personaggio della protagonista l’avevo ideato nel 2015, un vampiro messicano ispirato a un’illustrazione di Edward Gorey. L’idea, come dicevo, nasce dall’esigenza di realizzare un’opera che prima di tutto fosse soddisfacente per me.

2) Ti aspettavi di avere questo grande successo di pubblico?
In realtà, pensavo che mi chiamassero da un momento all’altro per dirmi che non si faceva più. Non avrei proprio immaginato di arrivare a questo, dopo un’immersione totale di un anno. Si vede che l’impegno costante è stato ricompensato.

3) I tuoi riferimenti?
Mi vergogno a dirlo, ma non leggo molto i fumetti. Guardo più che altro i disegni. Attingo molto dall’animazione, sia per quanto riguarda le atmosfere che le inquadrature. Le persone mi dicono che Bleeding Mariachi sarebbe perfetto da trasporre in cartone animato.
Mi è d’ispirazione la tradizione letteraria del romanzo gotico: i classici Dracula, Carmilla, Jekyll e Hyde. Sicuramente, tra le ispirazioni recenti, c’è la serie Penny Dreadful. Oppure dal tramonto all’alba, per l’ambientazione messicana.

4) Ci saranno altri volumi?
In molti mi hanno chiesto un continuo. Non è in programma, ma non è escluso.

5) Preferisci lavorare da sola o in team?
Lavorare da autrice completa è tutta un’altra storia. Ma per il lavoro con la “elle maiuscola” non lo escludo.

6) Indiscrezioni sui progetti futuri?
C’è un’idea, ma ancora non un progetto. Vorrei prima di tutto laurearmi!

7) Quali tecniche di disegno usi?
Lavoro prima di tutto in maniera tradizionale. Per i colori, invece, ho usato il digitale. Anche i neri pieni li ho aggiunti in digitale.

8) C’è la possibilità, dunque, che Bleeding Mariachi diventi un film d’animazione?
Per ora è un sogno. Ma se mai capiterà, i diritti li regalo volentieri. Anche perché, una volta finite le superiori, volevo proprio fare i cartoni animati.

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