“Come una bestia” al TC14

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Viskovitz è il protagonista delle quattro favole di Come una bestia, spettacolo spassosissimo di Orazio De Rosa, con Antonio Perna, andato in scena al Teatro Civico 14/Spazio X.

Il nome del personaggio salta fuori da un libro fiabesco di Alessandro Boffa, Sei una bestia, Viskovitz! (Garzanti, 2000), un moderno ‘bestiario’ popolato da microbi e altri animali che raccontano, in successione e realisticamente, vantaggi e svantaggi della condizione disumana, in un’ottica all’inverso però, tutta umana, e mediante il filtro di una comicità ben calibrata, che fa affiorare storie, sdrammatizzate e buffe, di esperienze di realtà molto forti: gli innamoramenti, le nevrosi, le insicurezze, le passioni, gli amori.

Nel mondo primitivo e arcaico delle bestie, la razionalità dell’uomo innesta consapevolezze assai frustranti: la risposta alla domanda «chi sono io?» è la rivelazione del determinismo che regola gli istinti bestiali.
L’anima, che affiora a poco a poco, svela agli ignari insetti lo stato di incompiutezza dell’animale, incapace di abbandonarsi all’amore, di tirarsi fuori dal congegno meccanico della natura; il folle ecosistema costringe loro a vivere come «macchine ottuse e idiote».

De Rosa e Perna espandono ulteriormente i territori fantastici esplorati da Boffa, concependo uno spazio scenico efficace e versatile, disponibile a qualsiasi trasformazione, metamorfico come Viskovitz: è una scatola che si apre, che funge da fondale, e che favorisce il ritmo veloce del cambiamento a vista del personaggio.

Nel trasmigrare da una creatura all’altra, Antonio Perna altera toni e timbri vocali, e fa muovere il corpo con esuberanza caricaturale e clownesca, e a seconda delle necessità mimetiche.

Viskovitz, come nel testo, è un concentrato di potenzialità.

In virtù dell’innata capacità metamorfica, impersona tutte le parti: è dunque personaggio ‘attrattore’ di storie, molla propulsiva della narrazione, un epigono di Qfwfq, protagonista delle Cosmicomiche  di Calvino.

Il racconto ha inizio dalla testimonianza dello scarafaggio, che rievoca la propria parabola di ascesa sociale – nella società degli stercorari, si intende – al cui culmine si staglia un impero di ‘proprietà escrementizie’.
A seguire, le vicissitudini della spugna attaccata allo scoglio, che intona un canto ebbro di disperazione a causa del troppo bere e per via dell’amore frustrato; nonostante tutto, sceglie di “berci su”, per dimenticare.
In versione mafiosa, invece, si propone lo scorpione killer, che fa sfoggio di violenza omicida irrefrenabile lungo il tragitto avventuroso delle dune di sabbia, in uno scenario assolato da western.
Chiude la sequenza dei racconti la dissertazione sull’amore romantico di un pappagallo brasiliano, che, tuttavia, non sa resistere alla tentazione fedifraga.

La girandola roteante, alla fine, è forse metafora della storia dell’evoluzione, nella quale è facile smarrirsi.
Eppure ognuno di questi esseri, per vie diverse, lascia una traccia significativa di sé, un segno che consente di emergere dalla labilità indifferenziata del tutto.

Per tale ragione, gli ‘apologhi’ sembrano suggerire una morale positiva, e cioè che l’unico modo per salvaguardare l’identità sia quello di rischiare, di esporsi alle sfide della vita, di vivere attraverso il «fare» e il cambiamento; solo mediante l’azione che dà forma, che plasma e che forgia, è possibile esprimere la parte più vera di sé, e ritagliarsi uno piccolo spazio di identità.

Questa fiducia nell’essere, nella sua determinazione, è tuttavia impallidita da un comico gesto di scetticismo; potente, dunque, è l’intelligenza comica dello spettacolo, in grado di suscitare riso, riflessione, e un apprezzamento sincero da parte del pubblico di Spazio X.

Liberamente tratto da Sei una bestia Viskovitz! Di Alessandro Boffa

Con Antonio Perna

Regia di Orazio De Rosa

Scene e costumi Francesco Rivista

Produzione Baracca dei Buffoni

 

                                                                                                                                                                 Visto il giorno 11-05-2017

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