Artecinema 2015: uno sguardo sulla serata inaugurale

artecinema 2015
Artecinema, la kermesse internazionale di cinema, arte e cultura, ha aperto i battenti giovedì 15 ottobre a Napoli, nella splendida cornice del Teatro San Carlo. Il festival, da venerdì 16, verrà successivamente ospitato dal Teatro Augusteo fino a domenica 18 ottobre.
Artecinema compie vent’anni e non li dimostra affatto. La manifestazione curata da Laura Trisorio ha inaugurato il consueto ciclo di documentari sui grandi artisti, architetti e fotografi, contemporanei e non, proponendo, con grande coraggio, al numeroso pubblico accorso in sala due lungometraggi tanto impegnati quanto impegnativi: Art War di Marco Wilms e Imagine…Jeff Koons – Diary of a seducer di Jill Nicholls. In sala erano presenti entrambi i registi.

Art War di Marco Wilms

Il regista tedesco Marco Wilms ha lavorato in Egitto alla realizzazione di Art War dal 2011 al 2013, anni centrali della cosiddetta Primavera Araba, interrogandosi su di un aspetto tralasciato dalla grande stampa internazionale: l’arte murale, nata in quelle strade e piazze, che hanno rappresentato la culla della rivoluzione. Wilms alterna sapientemente le scene di guerriglia urbana ai momenti creativi dei writers che, come moderni Diego Rivera, sentono la necessità di raccontare gli orrori che in prima persona vivono e combattono quotidianamente, armati di stancil, rulli gonfi di vernice e bombolette spray. I soggetti privilegiati sono i martiri e i carnefici degli scontri armati riprodotti meticolosamente grazie alle immagini catturate dagli immancabili smartphone che tutto vedono e registrano, attraverso differenti stili che spaziano dalla millenaria tradizione egiziana alle moderne tecniche di street art. Strade come Mohamed Mahmoud diventano così importanti gallerie d’arte a cielo aperto in continuo divenire, dove i vari giovani talentuosi “Ganzeer” e “Keizer” ci mostrano ciò che tutti devono sapere, perché, come uno di loro ha dichiarato, “la rivoluzione non ha bisogno della violenza per esprimere la sua forza”.  La scelta stilistica del regista di riprendere, camera in spalla, così da vicino quelle realtà tanto difficili, mescolandosi tra la folla e sfidando i pericoli derivati dalle guerriglie urbane, fanno sì che lo spettatore si immerga e viva in prima persona nelle storie umane e artistiche di cui altrimenti non conoscerebbe nemmeno l’esistenza.

Imagine… Jeff Koons – Diary of a seducer di Jill Nicholls

Il controverso Jeff Koons, uno degli artisti viventi più quotati al mondo, viene ritratto da Jill Nicholls come un uomo dalla complessa personalità, a metà strada tra un guru spirituale e un abile commerciante. Questa è la premessa fondamentale data in pasto al pubblico che subito viene catapultato nel patinato mondo dell’artista, attraverso le fasi più importanti della sua vita: la spensierata infanzia vissuta nella cittadina provinciale di York in Pennsylvania, gli anni febbrili da broker a New York, il breve ma intenso matrimonio con la pornostar e politica italiana Illona Staller, il fatidico incontro nella hall di un albergo con Salvador Dalì. Nicholls indugia soprattutto sull’animo genuino e da uomo comune dell’artista, aspetto riscontrato nelle interviste fatte ai suoi amici, artisti e galleristi che lo hanno conosciuto da vicino, quasi a voler confutare la critica negativa che da sempre ascrive lo statunitense nella categoria di pseudo-artisti freddi e calcolatori. I momenti più interessanti del documentario risiedono nelle carrellate delle opere di Koons: Luxury and Degradation, Statuary, Banality, Popeye tra le più note, sono rivelate dai movimenti di camera che scoprono lentamente le opere e i loro preziosi dettagli, tralasciando le numerose speculazioni filosofiche legate ai significati di esse che, l’artista prima e i critici poi, cercano goffamente di propinarci per tutta la durata del film.

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