A Hawk and a Hacksaw – Forest Bathing |la recensione

Gli A Hawk and a Hacksaw, duo di Albuquerque composto dal fisarmonicista Jeremy Barnes e dalla violinista Heather Trost, sono tornati con Forest Bathing, un disco che, come suggerisce il titolo, è un vero e proprio bagno nei suoni e nelle luci di una foresta e un autentico toccasana per la mente.

Complici la Valle de Oro del New Mexico e il National Wildlife Refuge, “Forest Bathing” è un disco concepito come un viaggio contaminato da diverse influenze e la sensazione che arriva dall’ascolto è di un suono potente, compatto, come un corpo armonico, priva di ego. Rispetto ai lavori precedenti, ci sono alcuni sprazzi elettronici, si dà molto peso ai silenzi e ad un suono mantra, che dà spazio ad una ripetizione di immagini e visioni i quali diventano elementi stessi della foresta. L’universo sonoro proposto, quindi, supera i confini del territorio musicale e approda in una zona liminale dove i tanti simboli plurivoci (Babayaga, la primavera magica), nascosti tra le pieghe della partitura, assumono diversi significati che vanno oltre il mito. D’altronde, siamo dinanzi ad un’ulteriore declinazione del folk in cui i fattori culturali vengono isolati e riscritti in maniera innaturale per creare un nuovo ambiente.

L’obiettivo di A Hawk and a Hacksaw è davvero ambizioso, sembra quasi che vogliano discostarsi da un disco come “Cervantine” ma, d’altronde, il loro ritualismo persiste e diventa, quasi, pensiero teoretico per raccontare un mondo altro da quello conurbato in cui viviamo. Un disco che amplifica e arricchisce il discorso musicale della band ponendosi, però, su un altro livello di fruizione che rimanda molto all’immaginazione e ad una nuova forma di musica folk (che, personalmente, mi ha ricordato molto concettualmente “Music for the native americans” di Robbie Robertson), magica, che ricombina gli elementi culturali occidentali con un’esperienza acustica che appartiene, però, all’Oriente (d’altronde il Bayati, titolo dell’ultima traccia del disco non è il modale degli arabi?).

Intanto, grazie a Wakeupandream sarà possibile vederli dal vivo in Italia durante il mese di maggio.

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