5 bicchieri di vino

5 bicchieri di vino

Il PAN, Palazzo delle Arti di Napoli, ospita dal 3 al 10 gennaio 2016 5 bicchieri di vino scritto e diretto da Mirko Di Martino, spettacolo che unisce teatro e degustazione di vini. Gli spettatori, coinvolti in un percorso itinerante attraverso gli ambienti del palazzo, tramite l’incontro di affascinanti personaggi, assisteranno ad intensi e vivaci monologhi enologici, storie divertenti, tenere ed esilaranti che ruotano attorno al vino. Un’esperienza attiva, dove i cinque sensi, l’immaginazione e la memoria diventano trasposizione della sostanza del teatro.

Lo spettacolo è realizzato dal Teatro dell’Osso e vede la partecipazione di giovani e talentuosi attori: Orazio Cerino, Raffaele Parisi, Titti Nuzzolese, Nello Provenzano, Marianita Carfora, Diego Sommaripa e Laura Pagliara.

Spettacolo ironico, divertente e leggero, sebbene solo in apparenza. Gli spettatori vengono guidati nel percorso di degustazione multiforme di vini, ricordi, emozioni ed odori da un eccentrico sommelier, interpretato da Orazio Cerino, impeccabile nell’abbigliamento, col tastevin appeso al collo, simpatico e saccente allo stesso tempo, introduce il pubblico alla serata che si sta per aprire. Bacco di Gragnano, questo il nome del nostro sommelier che a prima vista potrebbe sembrare profetico ma che in effetti non lo è, nel pieno della sua professionalità presenta al pubblico il giusto approccio al vino: analisi visiva, olfattiva e gustativa. Le classiche, alle quali ha aggiunto altre due personalissime interpretazioni: quella uditiva, da fare in una stanza insonorizzata, ad esempio uno studio di registrazione, per ascoltare il rumore del vino quando viene versato, e quella tattile, che consiste nell’immergere le braccia in una bacinella colma di vino per poterlo abbracciare, sentirlo sulla pelle per poi rimetterlo in bottiglia e servirlo agli ospiti.

Queste fasi dell’analisi del vino restituiscono una valutazione scientifica, leggermente sui generis, del percorso di tasting. In questi vini, un prosecco da ouverture, un Greco di Tufo DOCG, un Ades Aglianico IGT, una Salacone Aglianico IGT ed uno spumante, il sommelier Bacco ravvisa i sapori e gli odori più incredibili: la colla delle figurine Panini, sentori di ascelle maschili non propriamente pulite, pepe, polvere da sparo, chiodi avvolti nella carta di giornale sul banco della ferramenta.

Dopo l’introduzione alla scoperta dei sapori e degli odori del vino, sala dopo sala il pubblico incontra personaggi sopra le righe ed assiste ad serie di monologhi molto divertenti che ruotano attorno al protagonista della serata, il vino, non nella sua componente assoluta ma nella sua commistione con la natura umana, fatta di ricordi ed emozioni. Sciabole e bollicine è il primo incontro, con protagonista Nello Provenzano. Ex sciabolatore di champagne, rinchiuso in un istituto psichiatrico perché convinto di essere Napoleone, racconta al pubblico la storia del suo maestro, che di fatti è lui stesso, intento a conquistare il cuore di una bella ragazza polacca mediante la sua arte di sciabolatore. Arte che però subisce una disfatta agli occhi dell’amata e lo costringe all’isolamento e al ritiro dalle scene perché l’umiliazione lo portano alla pazzia, visibile negli occhi magnetici e feroci di Provenzano. Segue Abbinamenti, interpretato a turno da Marianita Carfora e Laura Pagliara, una donna al primo appuntamento in un ristorante molto chic, evidentemente in difficoltà di fronte alla carta dei vini, ricca di noti vitigni francesi e tedeschi, lei da sempre abituata ad abbinare il bianco alle portate di pesce ed il rosso con la carne. Un monologo in cui emerge con forza la contrapposizione tra la realtà e le maschere di cui ogni giorno ci si fa carico per meglio affrontare il quotidiano e che questa volta avrà un epilogo inaspettato e felice.

Si passa poi a Pietro 5.8, interpretato da un magnetico Diego Sommaripa, un sommelier in cura da un fantomatico psicanalista perché non è riuscito a consigliare un vino adeguato ad una giovane ragazza entrata nel suo ristorante perché astemia. Proprio lui, l’infallibile, in grado di consigliare un vino soltanto attraverso lo sguardo, subisce questo affronto che lo fa annaspare nel buio più pesto. Nel corso della narrazione verrà fuori che il problema vero è la presenza di sua madre, fervente astemia e osservante cattolica, che ravvedeva nel vino la fonte suprema di tutti i mali. Si arriva poi all’ultimo monologo, Le seconde nozze di Cana, interpretato da Titti Nuzzolese, una sposa che legge nel temporale del giorno delle sue nozze un invito solenne a scappar via da un quasi futuro marito con poca personalità e una suocera fin troppo presente e con un lessico che sembra essere uscito da una rivista di moda. Ben nascosta nella cantina della villa scelta per il grande giorno, incontra un uomo che la invita a bere un bicchiere di vino. La sposa in preda alla paura e all’angoscia più profonda ritrova in quei sorsi che scaldano il cuore il ricordo del vino della sua infanzia, del piccolo vigneto di famiglia e scorge in esso la presenza dei suoi genitori scomparsi da tempo.

Questo viaggio alla scoperta del vino volge alla conclusione ed il sommelier Bacco congeda il pubblico con un vino dolce accompagnato da un pandoro ed una riflessione sulla giusta priorità da dare agli elementi che compongono la nostra esistenza. Il tutto ovviamente accompagnato da qualche calice di buon vino.

5 bicchieri di vino coinvolge presto lo spettatore. È uno spettacolo piacevole e brioso, con protagonisti di grande bravura e carisma. Empatici e comunicativi, oltre che molto professionali, riescono a far entrare lo spettatore in questo percorso a metà strada tra reale e surreale facendolo presto sentire parte del tutto e rendendo viva la nostra tradizione vinicola, fatta di profonda tecnica e sapere.

Info

PAN,  Palazzo delle Arti di Napoli

via dei Mille, 60

Orari: 20:30 – 21:00 – 22:00

Biglietto: 12€

Durata: 1h

info@teatrodellosso.it – 329 1850120

 

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